Se nascesse oggi

Il Natale della Bontà, Se nascesse oggi

Ho scritto questa poesia in occasione del Natale 2007: mi sembra ancora tristemente attuale.

Buon Natale e buona riflessione.

 

Se nascesse oggi
troverebbe frontiere chiuse
e polizia armata a
impedirgli l’ingresso
in un mondo di abbondanza,
impastato di paura e solitudine.

– Non c’è posto per i poveri nel mondo dei ricchi.

Se nascesse oggi
suo padre pagherebbe il viaggio
con il lavoro di un anno
e i prestiti di qualche parente.
Salirebbero in una carretta del mare
e il falegname dovrebbe reggere il timone.

Se nascesse oggi
vedrebbe la luce in una barca
carica di gente disperata
e all’arrivo troverebbe ad attenderlo
un Centro di Permanenza Temporaneo.

Se nascesse oggi
sarebbe un piccolo Rom
di Tor di Quinto. La baracca
distrutta sistematicamente dalla polizia
e subito ricostruita da chi non ha
null’altro che la tenace speranza
di un futuro migliore per suo figlio.

Se nascesse oggi
sarebbe figlio di una clandestina
innamorata di un falegname italiano di Caravaggio
che non la può sposare perché
il sindaco non vuole

– i clandestini, si sa, sono tutti delinquenti.

Se nascesse oggi
sarebbe figlio di due neocomunitari
che non potranno avere la residenza
a Cittadella perché la loro misera capanna
non rispetta i requisiti igienico-sanitari richiesti.

Se nascesse oggi
nascerebbe in via Galvani,
nella Zona Industriale di Sandrigo,
paese di 8000 abitanti e dieci banche.
Vedrebbe la luce in una roulotte senza
acqua, luce, gas e riscaldamento
piccolo cittadino Sinto – italiano a cui
non sarà riconosciuta la residenza perché
“Sono già troppi, non c’è più posto”.

Nascerebbe – e nascerà –
senza essere riconosciuto,
se non da quelli come lui,
come duemila anni fa.
Nessuno gli porterebbe doni perché
“Abbiamo già i Nostri Poveri,
tanti e arrivati prima di Lui.

– Che aspetti il suo turno, perbacco!”.

Nascerebbe – e nascerà –
ultimo fra gli ultimi
a rischiarare testardamente
di inutile, indispensabile Speranza
un’altra alba che
solo i poveri sapranno vedere.

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