Seconde generazioni, continua Italia sono anch'io

Chi sono le seconde generazioni? Figli minori? Figli adottivi? In questo articolo faremo la conoscenza della rete G2, i figli di immigrati che, pur essendo nati in Italia, continuano ad essere considerati stranieri dal nostro Paese.

La Legge n. 91/1992 Nuove norme sulla cittadinanza , emanata il 5 febbraio 1992, stabilisce le condizioni in base alle quali uno straniero può ottenere la cittadinanza italiana.

 Questa legge è stata scritta soprattutto per tutelare gli italiani emigrati all’estero, in quanto l’immigrazione, nel 1992, non era una realtà molto presente in Italia. Dopo vent’anni, però, le cose sono molto cambiate: gli italiani continuano a emigrare, ma ci sono anche moltissimi immigrati.

L’Italia è uno dei pochi Paesi ad applicare lo jus sanguinis (il diritto di sangue), anziché lo jus soli (il diritto di suolo). Ciò significa semplicemente che si può ottenere la cittadinanza italiana solo se si è discendenti di italiani.

I figli degli immigrati residenti in Italia, che sono chiamati immigrati di seconda generazione, non diventano quindi italiani se nascono in Italia. La legge, infatti, prevede che possano presentare istanza di cittadinanza soltanto al compimento del diciottesimo anno di età e solo se rientrano nei restrittivi requisiti stabiliti dalla legge vigente.

Per questo motivo i figli di immigrati, che si sentono italiani a tutti gli effetti, si sono uniti costituendo la rete G2 – seconde generazioni (Secondegenerazioni.it).

Organizzano forum, incontri e seminari per sollecitare un cambiamento normativo. Molti di loro hanno nomi italiani, parlano la nostra lingua con l’accento della zona in cui vivono e dichiarano di essere stanchi di sentirsi dire cose come: “Da quanto tempo sei in Italia?” oppure: “Ma complimenti! Come parli bene l’italiano!”. Questi ragazzi conoscono alla perfezione i nostri autori (perché è quello che studiano a scuola) e, durante i loro convegni, citano Dante, Petrarca e Manzoni. Eppure devono ancora andare in questura ogni anno a chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno. Anche se hanno più di 30 anni e magari stanno per avere un figlio (che sarà anche lui uno straniero per il nostro Paese).

Il 22 giugno 2011 è stato presentata a Roma la campagna “L’Italia sono anch’io“: promossa, non a caso, nell’anniversario dei 150 anni dall’unità d’Italia e sostenuta da circa venti associazioni, l’iniziativa è tesa a promuovere i diritti di cittadinanza di questi cittadini effettivi, anche se non riconosciuti.

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