25 aprile 2019, vignetta di Mauro Biani

 

Oggi 25 aprile 2019 sono andata, come ogni anno in occasione dell’Anniversario della Liberazione, alla consueta celebrazione davanti al monumento ai caduti.

La cosa davvero spiazzante e vergognosa successa questo 25 aprile 2019 a Sandrigo, è il tentativo di censurare i bambini della scuola primaria che dovevano cantare “Bella, ciao!“. Tutto era iniziato come al solito: un alpino che ha fatto un breve discorso seguito dal discorso del sindaco. Quest’anno non c’era lo storico coro alpino “La Vose del Tesena” a cantare l’inno di Mameli, ma un disco, e non è stata certo la stessa cosa. Nei due discorsi l’alpino spiegava come, grazie alla vittoria del 45, non abbiamo più avuto guerre ed il sindaco, dopo una censura ai politici che rifiutano di celebrare il 25 aprile (peraltro del suo stesso partito), si è chiesto come mai i cittadini non siano più disposti a fare politica attiva. Nessuno dei due ha pronunciato parole come: antifascismo, resistenza o partigiani.

Io aspettavo di sentire i bambini cantare, perché all’arrivo stavano provando “Bella, ciao!”. Invece l’alpino ha sciolto l’incontro dicendo che eravamo liberi e tutti hanno iniziato ad andarsene. Sono andata a salutare alcune persone e qui ho sentito una delle insegnanti raccontare che l’alpino di cui sopra aveva proibito di cantare “Bella, ciao!“. La motivazione? Secondo lui si tratterebbe di una canzone politica e quindi vietata. Le avrebbe addirittura chiesto chi fosse il suo superiore per riferirgli della sua insubordinazione.

Ma le insegnanti hanno protestato:

Ma come “non dobbiamo cantare Bella ciao”? Bella ciao si canta!

E così hanno iniziato a cantare e noi dietro (io, anche se sono stonata come una campana, mi sono sgolata da matti). Nel frattempo, però, le persone avevano formato dei capannelli e ascoltavano per modo di dire; soprattutto quando i bambini hanno spiegato il senso della canzone pronunciando finalmente le parole antifascismo resistenza e partigiani, quasi nessuno li ascoltava e questo denota mancanza di rispetto nei confronti del lavoro di preparazione che hanno fatto con le insegnanti.

Ero troppo lontana per sapere se l’ordine di non cantare è partito su iniziativa dell’alpino presentatore all’insaputa delle autorità, e se il sindaco sapesse o meno della canzone. Sicuramente l’episodio accaduto oggi 25 aprile 2019 a Sandrigo, piccolo paese del vicentino, dà un’idea molto chiara e precisa di come la liberazione sia vissuta e raccontata stravolgendo i fatti e la storia con la pretesa di mettere tutti sullo stesso piano, quando questo non è possibile: se siamo qui a narrarla, è solo perché, quella volta, l’antifascismo ha vinto sul nazifascismo. Le parole scritte in proposito da Enrico Mentana nella sua pagina Facebook, sono molto chiare:

Sì ma smettetela su sta cosa di comunisti e fascisti. L’Italia ha vissuto oltre vent’anni sotto un regime fascista, e a prezzo di una guerra e tanto altro se ne è liberata. Per fortuna non abbiamo invece mai vissuto neanche un giorno sotto una dittatura comunista, e i comunisti italiani sono sempre stati una componente minoritaria della nostra democrazia. Solo la greve ignoranza dei nostalgici più beceri divide il 25 aprile tra vincitori comunisti e italiani sconfitti. Tredici mesi dopo quel 25 aprile in Italia si votò liberamente, per la prima volta dopo 24 anni, e il Partito Comunista ottenne meno del 19%…
Questa è la verità dei fatti storici, e peraltro non c’è nessun nostalgico che va in giro per l’Italia a srotolare striscioni tipo “Onore a Giuseppe Stalin”, a differenza di quel che purtroppo abbiamo visto ieri a Milano per Mussolini. Far passare per comunisti tutti quelli che amano la libertà è un espediente patetico, un fallo di frustrazione (per farlo capire anche agli ultras di ieri) e la dice lunga su cosa si pensa della libertà in quelle frange estreme e fuori dalla storia.

Ed ora, per recuperare, ho fatto una piccola raccolta di versioni della canzone “Bella, ciao!”. Qui, anche la versione ecologista. Buon ascolto e buon 25 aprile!

Marlene Kuntz e Skin a Riace


Ecco Chico et les Gipsy:

 

Bella ciao cantata dal coro russo Pyatnitsky

Cantata dai Modena City Rambers

 

Dal coro femminile Kombinat di Lubiana (Slovenia)

 

Dalla voce incredibile di Mercedes Sosa nel 1983 al Teatro Cristallo di Milano:

Coro dei bambini dell’Oman

questa meraviglia mi era sfuggita, grazie a rosalba che me l'ha segnalatavista la risposta è un pò come se stessimo cantandola tutti. Se qualcuno sa padroneggiare questo mezzo, potrebbe istituire un giorno qualunque, a breve, in cui si invita il mondo a cantare Bella Ciao alla stessa ora.

Pubblicato da Barbara Tutino su Giovedì 22 novembre 2018

 

Cori da tutto il mondo

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