Anghiari, programma festival giugno 2012

Come ho già avuto modo di scrivere, sono socia e collaboratrice scientifica della Libera Università dell’Autobiografia. La Libera organizza ogni anno corsi, seminari, laboratori ed eventi legati alla scrittura autobiografica. qui di seguito riporto il programma previsto per il Festival dell’autobiografia che si terrà in giugno e precisamente dal 14 al 17 e che avrà come tema il viaggio. Le immagini che ho scelto da Flickr sono tutte di Anghiari, così vi vien voglia di andarci…

Quest’anno protagonista del Festival dell’Autobiografia sarà l’esperienza di viaggio, declinata in molti differenti modi: viaggi di scoperta, viaggi come scelta di vita, viaggi memorabili, viaggi come incontro con altre culture, viaggi di cooperazione, viaggi di lavoro, narrati, dalla maggior parte degli ospiti presenti, attraverso la scrittura.

Il Festival quest’anno anticipa la data di svolgimento a Giugno, dal 14 al 17, declinato in tre differenti aree: incontri con autori e con artisti, approfondimenti, laboratori.

Giovedì 14 giugno Sala Audiovisivi, Piazza del Popolo

Ore 21.00 APERTURA DEL FESTIVAL. Saluto delle Autorità, della presidente Stefania Bolletti e del direttore scientifico Duccio Demetrio.

Ore 21.30 VIAGGIARE: UNO STILE E UNA FILOSOFIA DI VITA. Dialogano tra loro Duccio Demetrio, Raffaele Milani, Giampaolo Nuvolati

Duccio Demetrio, fondatore con Saverio Tutino della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, della quale è direttore scientifico. È professore ordinario di Filosofia dell’educazione e di Teorie e Pratiche autobiografiche presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Fondatore della rivista Adultità, della società di Pedagogia e Didattica della Scrittura Graphein, autore di numerose opere dedicate all’educazione degli adulti e alle teorie della narrazione e della scrittura, tra i suoi testi, quelli più specificamente legati al viaggio Filosofia del camminare (Raffaello Cortina, 2005), Ascetismo metropolitano (Ponte alle Grazie, 2009) e I sensi del silenzio (Mimesis, 2012).

Raffaele Milani, docente di estetica presso l’Università di Bologna, si è occupato in particolare di paesaggio, pubblicando tra gli altri i testi L’arte del paesaggio (Il Mulino, Bologna 2001), e Il paesaggio è un’avventura (Feltrinelli, Milano 2005), nel quale porta il lettore ad avvicinarsi al piacere di guardare. “Il paesaggio è insieme luogo della vista, della memoria e dell’affetto: ogni sguardo incontra un paesaggio, ma al contempo lo ricrea fino a idealizzarlo. Visione e sentimento si muovono insieme, creando una sorta di benefico cortocircuito fra bellezza ed emozione, fra immagini e affetti”.

Giampaolo Nuvolati, insegna Sociologia Urbana presso l’Università degli studi di Milano Bicocca. Sono suoi temi di interesse la qualità della vita urbana, la costruzione di indicatori sociali per l’analisi territoriale, il rapporto tra ricerca sociale, città e letteratura. Tra le molte sue pubblicazioni citiamo Lo sguardo vagabondo. Il flaneur da Baudelaire ai post-moderni (Il Mulino, Bologna 2006) nel quale approfondisce la figura del flaneur che “…incarna il desiderio di libertà errabonda nell’individuo imprigionato da vincoli territoriali, ideologici, professionali; la ribellione contro le pratiche consumistiche di massa, specie contro il turismo mordi e fuggi; l’aspirazione ad assaporare la vita secondo ritmi più meditati; il recupero della sensibilità come forma di conoscenza.”

Venerdì 15 Giugno

Sala Audiovisivi, Piazza del PopoloAnghiari

Ore 9. 30 RACCONTI DI VIAGGI MEMORABILI

Modera Stefania Bolletti

Daniele Finzi, In viaggio per ricostruire le radici

Arriva un momento della vita nel quale conoscere a fondo le nostre radici diviene un bisogno improrogabile. Prima c’è esitazione e imbarazzo, poi curiosità, infine emozione. Per Daniele Finzi questo ha significato anche viaggiare, con gli occhi e la metodologia dello storico, alla ricerca delle sue origini, da Ferrara a Trieste, da Bologna a Milano, da Verona a Padova, fino alla lontana Israele e alla Valtiberina, per comprendere poi nel volume Affetti & Effetti. Storie di ebrei che non erano ebrei, (Petruzzi Editore), la storia documentata della sua famiglia. Nel 2011 l’epistolario dei suoi genitori, Adele Foà ed Ettore Finzi, Conoscersi in trasparenza, dal quale prende avvio quel viaggio di scoperta, ha vinto il Premio Pieve.

Memorie di terra, risonanze di vita… Il cammino di Santiago un dialogo tra Arrigo Anzani e Immacolata Coraggio

Il cammino di Santiago evoca ormai un percorso che ha a che fare con il pellegrinaggio, ma allo stesso tempo con la metafora del cammino di vita, legata anche ad una visione laica. Arrigo Anzani, monaco camaldolese attento alla dimensione del lavoro e del silenzio, docente di Accademia del silenzio, (www.lua.it/accademiasilenzio), racconta le motivazioni che lo hanno spinto al cammino, la preparazione, le tappe, gli incontri, la meta: “Forse quella della terra che risponde ai tuoi passi… forse quella dei volti che scrutano e salutano… forse quella delle domande inevase che abitano il tuo cuore da anni… forse semplicemente la voce silenziosa della ricerca di senso che mai ti abbandona… forse…

E’ il cammino a rispondere con l’essenzialità della vita, la delicatezza della cura e il dono dello stupore.”

Lungo quel viaggio Arrigo incontra Immacolata Coraggio, hospitalera in uno degli ostelli che aprono le porte alle migliaia di persone che ogni anno si mettono in marcia lungo il cammino di Santiago. Negli ostelli centinaia di volontari accolgono i camminanti. Immacolata Coraggio è stata una di loro e ha raccontato la sua esperienza in un diario, oggi pubblicato con il titolo Hospitaleros (Edizioni Terre di Mezzo).

Arianna Corradi, Quel sogno di partire a cavallo (Edizioni Equitare)

Introduce Patrizia Petrosino

Nel Giugno del 2007 Arianna Corradi, ventinove anni, parte da Susa (To) e si avvia a cavallo, il suo cavallo Borbera, per la via Francigena, avendo come mèta l’arrivo a Canterbury. Realizza così un sogno che aveva fin da bambina. Racchiude poi la sua esperienza in un testo che è la storia di un viaggio solitario, durato quattro mesi. Nel testo narra di incontri, di emozioni intense e di prove da superare. Arianna Corradi vive e lavora in provincia di Torino; è guida dell’Alpitrek, scuola di equitazione e trekking a cavallo.

Ore 15.30 IL VIAGGIO COME DIMENSIONE DI VITA

Moderano Carmen Ferrari e Mario Vio

Roberto Serafin, Walter Bonatti. L’uomo, il mito (Priuli & Verlucca Editori)

Roberto Serafin è un giornalista, appassionato di montagna, che cura dal 1987 le pagine del mensile Lo Scarpone su incarico del Club Alpino Italiano. Ma Roberto Serafin era anche amico di Walter Bonatti. Nel testo ripercorre la storia della vita di Bonatti, tracciandone un ritratto che passa dalle sue epiche imprese alla sua personalità e al suo essere uomo, prima di essere quel mito che continua a far sognare chi ripensa alle sue imprese.

 Tito Barbini, Il viaggio come dimensione di vita Tito Barbini, cortonese di nascita, ha dedicato gran parte della sua vita all’impegno politico, qualche anno fa, dismessi i panni dell’amministratore pubblico, ha potuto cominciare a percorrere quegli itinerari, non solo geografici ma anche interiori, che lo hanno portato in varie parti del mondo, alcune lontanissime quali l’Indocina e l’Antartide, con la consapevolezza del “viaggiatore-testimone” di altri paesaggi, di altre culture. Nasce così il Barbini “scrittore-viaggiatore”, con il taccuino Moleskine alla mano, la macchina fotografica e lo zaino, che si immerge nelle realtà precluse o ignorate da turismo di massa.

Alfredo e Angelo Castiglioni, Quarantanove Racconti d’Africa (Edizioni NOMOS) I fratelli Castiglioni esploratori e archeologi, in terra africana, tra spedizioni etnografiche, documentaristiche, scavi ed esplorazioni hanno trascorso un’intera vita, realizzando documentari, reportage fotografici, e film, pubblicando numerosi testi. In questo testo raccontano 49 avventure d’Africa. Il loro impegno si è concentrato in Sudan e Eritrea. Hanno realizzato i film lungometraggio Africa segreta (1969), Africa ama (1971) e Magia nuda (1976), Africa dolce e selvaggia (1982).

Numerose anche le loro pubblicazioni, tra le quali si ricordano: La città fantasma (2003), Madre Africa (1995), L’Eldorado dei faraoni con Jean Vercoutter (1995), Nubia. Magica terra millenaria (2006), C’era una volta l’Africa (2010) e il recente Pagine di magia africana (2011).

Ore 18.30 Tous Azimuts – In viaggio con i trovatori di ieri e di oggi

Concerto per liuto, canto e parole con Stefano Albarello e Gianni Gasparini

Stefano Albarello Dal 1985 si occupa di musica antica approfondendo oltre il campo musicologico, la prassi del canto e degli strumenti a pizzico occidentali e arabi.

Ha partecipato come solista ad oratori ed opere barocche. Ha all’attivo collaborazioni nella musica araba, ottomana ed ebraica tra cui: l’Orchestra Arabo Andalusa di Tangeri, Moni Ovadia; e nel teatro: Corrado Augias, Don Andrea Gallo, David Riondino.

Ha eseguito incisioni discografiche per RCA, Opus 111, Symphonia, Tactus, Dynamic e Bongiovanni Passacaille ed altri.

Dal 1988 è direttore dell’Ensemble Cantilena Antiqua con il quale svolge attività di ricerca, incisioni discografiche e concerti su repertori medievali in prima esecuzione.

Docente a Lucca di Canto Sacro medievale e Musica d’insieme per voci e strumenti antichi.

Gianni Gasparini, Docente di Sociologia nell’Università Cattolica di Milano, è poeta e scrittore. Tra le pubblicazioni recenti figurano: Cento aquiloni – Un poemetto (Scheiwiller 2005); Un folle volo – Note ed esercizi di critica empatica (Mimesis 2006); Passio (Servitium 2007); Interstizi e universi paralleli (Apogeo 2007); Tempi e ritmi nella società del duemila (Franco Angeli 2009); La natura attorno a noi (Cittadella 2010); Tempo di Natale – Dieci racconti poetici (Viator 2010); Tous azimuts – Il senso della scrittura (Franco Angeli 2011); Melting pot (Nomos 2012).

Ha fondato e dirige il Newsmagazine on-line Interstizi & Intersezioni, che si occupa di intercettare i fenomeni interstiziali della vita quotidiana e di gettare ponti nelle intersezioni tra scienze sociali, filosofia e arti.

Saverio Tutino Ore 21.00 C’è sapore di futuro in questa casa di vetro – Ricordando Saverio Tutino

 Mi sono accorto tardi che “vivere è essere un altro”, come dice Pessoa; e si può immaginare cosa significhi per me scoprire che forse proprio per questo, poi, mi sono dedicato concretamente alla causa del ricordarsi… Per questo, adesso, penso di essere anche compreso meglio dagli altri. C’è uno stile autobiografico che si estende nell’agire, nella sua forma compiuta di aspirazione alla trasparenza. Il mio sforzo tende a congiungermi con quelli che hanno fatto come me. Vogliamo diventare anche più trasparenti di quanto abbiamo potuto esserlo finora. C’è un sapore di futuro in questa casa di vetro.

Saverio Tutino scrive queste parole nel 1998, in quel momento l’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano ha già più di dieci anni di attività, la Libera Università dell’Autobiografia sta nascendo.

Il Festival del 2012 è il primo evento ufficiale della Libera Università dell’Autobiografia aperto a tutti al quale Saverio non potrà partecipare, spesso arrivando all’improvviso e con un effetto sorpresa, come è accaduto a volte negli eventi degli ultimi anni.

È inevitabile e doveroso per la Libera Università dell’Autobiografia ricordarlo con una serata, ripercorrendone la figura per tre strade: nelle parole di Duccio Demetrio, attraverso i testi di Saverio, che ascolteremo dalle voci delle Donne di Carta Persone/libro di Arezzo e attraverso un video documento che raccoglie interviste di Saverio alla Televisione Svizzera Italiana e ripercorre la storia della sua vita, ideato e curato da Gianni Beretta in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Anghiari a Saverio.

 Donne di Carta Persone/libro di Arezzo Lettrici comuni che danno voce ai libri “dicendone” a memoria, senza recitare brani, capitoli, frasi, divenendo loro stesse il libro, guardando negli occhi chi le ascolta, mentre loro “dicono”.

 Gianni Beretta Corrispondente de Il Manifesto e Radio Popolare in Centro America dal 1982, documentarista della Televisione Italiana Svizzera.

Sabato 16 Giugno Piazza del Popolo, Sala Audiovisivi

 Ore 9.00 VIAGGIARE NELL’ARTE DELL’AUTOBIOGRAFIA – Spazio laboratori

 La prima volta che… Condotto da Anna Maria Pedretti

Attraverso la presentazione del libro di Ottavio Mazzanti (presente l’autore) Il viaggio: la mia scuola. Una storia di vita tra lavoro e conoscenza del mondo, Modena 2009, sul filo dei ricordi personali andiamo a scoprire la nostra prima sorgiva idea di viaggio. E attraverso la lettura di brani dal testo e la scrittura personale andiamo a rievocare le scoperte, le conoscenze, gli apprendimenti, le emozioni dei nostri primi viaggi.

 Viaggiatori o erranti? Scrivere per dar forma al nostro andare Condotto da Anna Cappelletti

In questo laboratorio avremo due guide d’eccezione: i poeti Kavafis e Machado.

Così ci metteremo in viaggio per Itaca, seguendo la raccomandazione di “non affrettare il viaggio…”. Visiteremo molti luoghi, aiutati da immagini suggestive e da brani di poesia, autobiografie, diari. Avremo un bagaglio leggero: carta e penna… e scriveremo, per riconoscere il nostro percorso, e ri-significare il viaggio finora compiuto. A volte infatti erriamo, inquieti, senza meta, e ci sembra che il nostro andare non abbia senso. La scrittura ci rende consapevoli che il cammino si fa camminando. Caminante, no hay camino, / se hace camino al andar.

 Il viaggio straordinario di Lele Luzzati e lo ‘straordinario’ delle nostre vite Condotto da Giorgio Macario

Racconti autobiografici di Lele Luzzati, tratti dal testo ‘Conversazioni con Lele’ di prossima pubblicazione, saranno occasione per alcune proposte di scrittura su particolari esperienze che hanno caratterizzato il viaggio della vita di ciascuno di noi

Ricordi che viaggiano per posta Condotto da Stefanie Risse

La corrispondenza autobiografica è un modo particolare per stimolare la scrittura di sé: Affidando lo scritto a una busta affrancata, destinata a una persona sconosciuta che lo leggerà e risponderà, può facilitare l’inizio di un iter autobiografico; leggendo i ricordi arrivati per posta invece, mette in moto una dinamica “magica” di condivisione… in questo laboratorio si possono sperimentare il metodo della corrispondenza autobiografica utilizzato dal Circolo di Scrittura autobiografica a distanza.

Paesaggi di un’autobiografia. Autobiografie di un paesaggio A cura dell’Associazione Spazio Tempo – Condotto da Giovanni D’Alfonso

Il tema centrale del percorso è il Viaggio inteso nelle sue molteplici declinazioni.
L’evocazione di immagini e ricordi, la rappresentazione figurativa e la narrazione di sé, favoriscono il racconto della propria storia. Narrare, ascoltare, ricordare, scrivere ritessendo la trama della vita tra memoria, esperienza ed identità potrebbe consentire ai partecipanti di scoprire nuovi significati nel proprio vissuto.

 Viaggi senza (?) senso Condotto da Mario Vio

Percorrere la Laguna di notte, perdendosi nel buio. Attraversare l’Italia con soli treni regionali per tornare da Agrigento a Milano con la “Freccia del Sud”. Impiegare una settimana dall’Italia alla Romania/Bulgaria e ritorno per salire sull’unico treno che attraversa, in venti minuti, l’ultimo ponte sul Danubio prima del suo immenso Delta. Fare una “cavalcata alpina” di quattro giorni con soli bus di linea da Trieste a Ventimiglia…

Che significato interiore hanno questi viaggi, che hanno uno spruzzo di “balordaggine” e certo non sono d’agenzia e nemmeno orientati a visitare siti artistici e paesaggistici?

Nel laboratorio verranno proposti spezzoni di esperienza per favorire la riflessione nei partecipanti di “viaggi per sé”, fuori da schemi, must, guide, intuendone la valenza autobiografica.

 Ore 11.30 Viaggio nei diari di viaggio

Uno studio sui diari di viaggio dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano a cura di Anna Iuso e Natalia Cangi

 La letteratura è pervasa di diari di viaggi, reali e metaforici, Goethe, Chatwin i primi nomi che ci vengono alla mente. Tuttavia, i viaggi sono anche quelli vissuti da gente comune, il cui nome forse non apparirà nei libri di letteratura, ma la cui scrittura ha un valore inestimabile. A Pieve Santo Stefano le stanze dell’Archivio dei Diari custodiscono ad oggi oltre 7000 testimonianze. E tra queste, quasi inevitabilmente, si trovano diari di viaggio: viaggi d’esilio e emigrazione, viaggi “forzati” dalla guerra, viaggi coraggiosi, viaggi intrapresi per cercare un cambiamento in sé, o un altro sé stesso, effettuati con tutti i mezzi: a piedi, in bicicletta, in auto, per mare e per terra. Tutti viaggi accompagnati, rielaborati, narrati attraverso la scrittura dell’Io, che sia diario, memoria, epistolario. E dunque, inevitabilmente, anche viaggi interiori.

Ore 15.00 IL VIAGGIO E L’ALTROVE. L’ INCONTRO CON CULTURE ALTRE

Modera Lucia Portis

 Lucia Portis e Laura Ferrero, Il Paese delle badanti. Una migrazione silenziosa (SEI)badante, Rai, badanti e anziani

Sarà l’Italia, o la Francia, o la Germania, uno qualunque insomma dei Paesi “ricchi” dove migliaia di famiglie conoscono bene il bisogno di affidare i propri anziani alle cure di una “badante”?

O non sarà invece il Perù, la Romania, le Filippine, uno qualunque insomma di quei Paesi “poveri” da cui provengono le migliaia di donne che entrano nelle nostre case per assistere i nostri vecchi, protagoniste della più vasta e silenziosa migrazione transnazionale di questo inizio secolo?

Il “Paese delle badanti” è in effetti uno spazio reale nuovo, che unisce e separa terre e persone. Uno spazio umano che rispecchia, a volte in modo anche drammatico, i contrasti e l’evoluzione della società contemporanea. Un testo a cura di Francesco Vietti, Lucia Portis, Laura Ferrero, Aldo Pavan, ( Editrice SEI)

Lorenzo Moreni e Maria Grazia Soldati, Andare e tornare: tra le due rive del Mediterraneo

I nostri, sono viaggi di formazione: in un piccolo gruppo, accompagnati dalla mediazione culturale e la scrittura autobiografica. Nel Sud del Marocco, ad Essaouira, accade di fermarsi a dialogare con un venditore che riconoscendo nel mediatore un emigrante, ci racconta di un figlio che non sente da sei mesi, un harag, partito per l’Europa. Dove sarà? Cosa starà facendo? Sarà vivo o morto?

Noi lo ascoltiamo e ci interroghiamo a nostra volta.

Dal Marocco a noi, con uno sguardo rivolto in avanti e in noi stessi, vi racconteremo più viaggi, il nostro, quello alla ricerca degli Harraga al porto di Tangeri e il loro, quello di quei giovani maschi magrebini, molto spesso minorenni, che sognano l’avventura europea.

Incontro con Guergana Radeva, vincitrice del Concorso Lingua Madre 2011

Nata in Bulgaria nel marzo del ’67, vive in Italia dal ’92. Ingegnere per svista, girovaga per indole, cantastorie per passione, da qualche anno ha messo radici in Maremma. Ha pubblicato i romanzi Amalgrab ovvero lo specchio delle brame (Mangrovie Edizioni 2007), Premio Giuria Narrativa Edita Città di Salò 2009 e Amalgrammer (Edizioni Akkuaria 2012), Premio Fantasy Way 2011.

Altri suoi scritti sono stati inclusi in antologie di narrativa e poesia edite da Zanichelli, Robin Edizioni, Delos Books, Zona, Compagnia delle Lettere, Carta, Communitas, Linea BN, Penna d’Autore, Marco Del Bucchia Editore.

Vincitrice dei Premi letterari Racconto erotico, Writers Magazine 2007; Scrivere altrove, Nuto Revelli Onlus 2009; Anselmo Spiga, Libera La Farfalla Onlus 2011, Fantasy Way, Artists&Creatives 2011 e Lingua Madre 2011.

 Fabio Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli

Fabio Geda per diversi anni si è occupato di disagio minorile, coltivando la passione per la scrittura che lo porta alla pubblicazione di testi come Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (Instar Libri 2007, Feltrinelli 2009) e L’esatta sequenza dei gesti (Instar Libri 2008). Ma l’incontro con una cultura “altra” nelle parole di Enaiatollah Akbari lo consacrano al successo del grande pubblico con Nel mare ci sono i coccodrilli (Dalai Editore 2010) che oggi è stato tradotto in 32 lingue. Perché la storia di Enaiatollah colpisce al cuore. Ma una storia per essere ben raccontata ha bisogno anche di essere realmente ascoltata. Attraverso questo testo Fabio Geda dimostra di essere un vero ascoltatore.

Nel 2011 escono i suoi ultimi due romanzi L’estate alla fine del secolo (Dalai Editore 2011) e il monologo La bellezza nonostante (Transeuropa 2011).

Ore 18.30 RACCONTI IN CAMMINO – Premiazione del concorso

Il concorso racconti in cammino è dedicato ai giovani. E’ un concorso di scrittura autobiografica, di quei racconti che sono “in cammino” perché escono dalle penne di chi sta crescendo, o magari sta cercando il suo cammino, e perché sono dedicate al tema del festival del 2012: il viaggio.

I racconti sono stati prima letti e scelti da alcuni Collaboratori Scientifici della LUA, in seguito una giuria apposita selezionerà tre premi: I Categoria (15-19 anni), II Categoria (19-30).

Per entrambe le categorie viene istituito un PREMIO STABILO destinato ai due racconti che presentino una particolare attenzione per l’ambiente. Si tratta di una tematica molto cara all’azienda tedesca: STABILO, leader europeo nel settore evidenziatura, colore, scrittura (fonte: dati Gfk) ha aderito al programma FSC per la salvaguardia delle foreste nel 1998 e da allora, ogni anno, compie delle azioni concrete a favore dell’ambiente. Da questo impegno sono nati prodotti in legno con la coscienza pulita, la linea STABILO GREENline, di cui fa parte anche la prima e unica penna composta per il 98% da plastica riciclata, ovvero STABILO GREENpoint.

In giuria Duccio Demetrio, Fabio Geda, Andrea Scanzi. I Collaboratori Scientifici della Libera Università dell’Autobiografia. Carlo Andorlini (Progetto GiovaniSi – Regione Toscana), Chiara Cestelli (Cooperativa LaRUA), Daniela Finocchi (Concorso Lingua Madre), Barbara Manera (Associazione Il dono di Teuth), Miriam Petruccioli (Assessore Beni e Attività Culturali Comune di Anghiari). Riccardo Pieracci (Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano), Francesco Ruscelli (Assessore alle Politiche Giovanili – Provincia di Arezzo), Livio Sassolini (casa editrice Booksalad).

 Ore 21.00 Ognuno ha il suo oceano da attraversare, incontro con Alex Bellini

Scrive Alex Bellini che la sua è una vita dedicata all’esplorazione di sé. L’amore per la montagna si snoda in un’esplorazione di sé che si amplia agli elementi: terra, acqua, aria e dunque mari, oceani, cieli, dal cammino, all’auto, alla barca a remi, alla mongolfiera.

Un’esplorazione che quasi inevitabilmente approda alla scrittura, attraverso la quale Alex racconta le sue imprese, in due testi Mi chiamavano montanaro e Il pacifico a remi, (Ed. Longanesi).

Alex Bellini ha attraversato l’oceano Atlantico e l’oceano Pacifico in totale solitudine, su una barca a remi; ha corso per 70 giorni da Los Angeles a New York; ha attraversato parte del Sahara su un jeep.

Una serata di incontro con una persona che delle sfide che provengono dal viaggio ha fatto una dimensione di vita, con la convinzione però di non essere unico, perché ognuno ha il proprio oceano da attraversare.

Domenica 17 Giugno

Ore 9.30 Cristiana Pumpo presenta Maria Grazia Cutuli (ali&no editrice)

 Cristiana Pumpo, giornalista, cura un testo che racchiude la storia dell’inviata del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli caduta in Afghanistan 11 anni fa, (ali&no editrice).

Il testo è frutto delle testimonianze, di reportage e di scritti personali di Maria Grazia Cutuli: pagine di diario, lettere, mail, appunti mai pubblicati prima e messi a disposizione dalla Fondazione Maria Grazia Cutuli che promuove la pubblicazione del testo. Queste pagine raccontano la determinazione, l’inquietudine, la curiosità, il rigore e gli affanni di chi decide, spesso contro la mentalità corrente, che il corso della vita debba rispondere solo alle ragioni del proprio sentire e si mette in viaggio. La prefazione è di Carlo Bonini, firma autorevole di La Repubblica e amico di Maria Grazia, mentre la postfazione è di Giuliana Sgrena.

Il testo rientra nel progetto editoriale le farfalle”, dedicato alla scrittura di viaggio al femminile e diretto dalla scrittrice Clara Sereni.

 Ore 10.30 I viaggi di cooperazione Un dialogo tra Silvia Montevecchi (autrice segnalata dall’Archivio Diaristico Nazionale) e Giacomo Negrotto Cambiaso

Modera Caterina Benelli

Nel 2000 gli Scritti Africani di Silvia Montevecchi vengono premiati al’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, dal 2000 al 2002 Silvia frequenta la Scuola della Libera Università dell’Autobiografia. Educatrice e consulente pedagogica, dalla fine degli anni ’80 opera come pedagogista e project manager nel mondo delle organizzazioni non governative di cooperazione internazionale. Africa, Palestina, Haiti, la scrittura di sé come fedele compagna di ogni esperienza di viaggio.

Giacomo Negrotto Cambiaso, romano di nascita con origini familiari anche anghiaresi, dal 1995 è impegnato nell’ambito della Cooperazione internazionale nei “paesi in via di sviluppo” prima con ONG italiane e poi con il Sistema ONU nel Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Le sue esperienze si concentrano in America Latina e dalla regione araba dal Maghreb al Medio oriente (Marocco, Libia, Siria), sebbene in anni recenti abbia avuto opportunità di lavorare anche in relazione a paesi dell’Africa sub-sahariana (Ruanda, Burundi, Senegal), nei Balcani (Albania, Kosovo) e dell’Asia (Indonesia). Negli ultimi 10 anni ho lavorato con l’Iniziativa ART dell’ UNDP su temi legati al decentramento, alla pianificazione partecipativa che coinvolge la popolazione nel dialogo con le istituzioni ad essa più vicine e alla cooperazione decentrata per lo sviluppo locale.

 Ore 11.30 CAMMINO, SILENZIO ED INTERIORITÀ

Lectio Magistralis di David Le Breton

Introduce Donatella Messina

Antropologo francese, professore all’Università di Strasburgo, David Le Breton si è occupato nei suoi scritti del silenzio, della sofferenza, del dolore, della dimensione del corpo, e del cammino. Il mondo a piedi, elogio della marcia (Feltrinelli, 2003) è il testo nel quale Le Breton riflette sulla possibilità di godere del tempo e dei luoghi, sul camminare. Viaggiare a piedi è un gesto trasgressivo, una potente affermazione di libertà. E’ un avanzare in modo trasversale nel ritmo frenetico della vita moderna. “Il mondo a piedi” propone un modo nuovo di viaggiare, mette in relazione il punto di vista dei personaggi storici quali Stevenson, Sansot e Basho, ponendoli attorno a un tavolo immaginario a scambiarsi opinioni sul senso del percorrere il mondo e la vita a piedi. Un testo che è un elogio, ma anche un invito ad uscire e camminare.

Ore 13.30 Chiusura del Festival Saluto delle Autorità, della presidente Stefania Bolletti e del direttore scientifico Duccio Demetrio.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.