montichiari, Appello al governo

Comunicato Stampa – Appello al governo

Iscrizione Anagrafica dopo la sentenza Montichiari (BS) – Appello dell’ASGI al Governo: annullare  delibere ed ordinanze degli enti locali manifestamente contrarie ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico

Il  Tribunale  di Brescia con ordinanza dell’8 aprile 2010,  sul ricorso promosso  dall’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione e dalla Fondazione Guido Piccini per i diritti dell’Uomo, ha dichiarato discriminatorio il comportamento del comune di Montichiari (Bs) che imponeva ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti di dimostrare l’ esistenza di una lunga serie di requisiti (un reddito minimo, il versamento dei contributi Inps,  ecc) al fine di ottenere l’iscrizione all’anagrafe. Il giudice di Brescia ha anche ordinato al comune di cessare detto comportamento limitandosi al mero controllo della dimora abituale e di iscrivere un cittadino marocchino al quale da oltre un anno veniva immotivatamente negata l’iscrizione anagrafica. Il Comune di Montichiari è stato  condannato a pagare le spese legali. Analoghe pronunce erano state emesse nelle settimane scorse, sempre su ricorso dell’ Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione,  nei confronti dei Comuni di Ospitaletto e di Brignano d’ Adda, in quest’ultimo caso dal tribunale di  Bergamo.
Viene così confermato che la prassi in atto presso molti Comuni del Nord Italia di porre ostacoli all’iscrizione anagrafica degli stranieri regolarmente soggiornanti – sull’illogico ed immorale presupposto che lo straniero “povero” o sgradito possa essere respinto verso il Comune a fianco- e’ del tutto illegittima . Trattasi inoltre di prassi che sono fonte di gravissimo danno per i cittadini stranieri che pure hanno pieno diritto di soggiornare nel nostro Paese, tanto per l’impossibilità di ottenere il rilascio di una  carta di identità, quanto per la perdita del diritto di accesso a  numerosi benefici quali la possibilità di concorrere per l’assegnazione degli alloggi  popolari o all’assistenza sociale,  di ottenere l’iscrizione  al SSN, nonché per l’interruzione che ne deriva al  decorrere del  termine decennale per l’acquisizione della cittadinanza. Trattasi, infine, di prassi che, benché spesso ammantate da finalità di controllo della sicurezza pubblica, sono anche da questo punto di vista del tutto illogiche e irrazionali essendo evidente che la sicurezza pubblica non trae alcun beneficio dalla creazione di una popolazione di “fantasmi” che pur essendo regolarmente soggiornanti non risultano registrati presso alcun Comune italiano.
Poiché i Comuni gestiscono l’anagrafe in qualità di ufficiali di governo, l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione si appella quindi al governo  affinché ribadisca che ai fini della iscrizione anagrafica di italiani e stranieri non può essere richiesto altro requisito se non la dimora abituale ed intervenga puntualmente e prontamente al fine di far cessare questa prassi illegale anche attraverso i poteri di annullamento esercitabili dai prefetti nei confronti di delibere ed ordinanze degli enti locali manifestamente contrarie ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico.
A.S.G.I.  Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione
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