riforma difesa, evitare la corruzione in Parlamento

Il giorno 11 dicembre 2012 il parlamento ha approvato la riforma della difesa, voluta dal ministro Di Paola.

Giulio Marcon, della campagna Sbilanciamoci, sottolinea che, in base alla nuova legge di stabilità, nel 2013 il comparto della difesa riceverà un miliardo in più rispetto al 2012. Inoltre, la diminuzione di 40.000 unità dell’organico, permetterà di effettuare investimenti in nuovi sistemi d’arma (si stimano 200 miliardi per i prossimi anni). Nonostante le pressioni esercitate da Rete Disarmo, Sbilanciamoci, Tavola per la Pace, Mosaico di Pace e moltissime associazioni della società civile, il governo in scadenza ha ritenuto fondamentale far approvare in tutta fretta questa legge. Più sotto, a futura memoria, trovate i nomi dei pochi coraggiosi che, in parlamento, hanno votato contro.

ANTONIONE Roberto (Misto)
BERNARDINI Rita (PD)
BOBBA Luigi (PD)
BORGHESI Antonio (IdV)
CIMADORO Gabriele (IdV)
DI GIUSEPPE Anita (IdV)
DI STANISLAO Augusto (IdV)
EVANGELISTI Fabio (IdV)
FARINA COSCIONI Maria Antonietta (PD)
FAVIA David (IdV)
GIULIETTI Giuseppe (Misto)
LEHNER Giancarlo (PT (già IR))
LUCA' Mimmo (PD)
MECACCI Matteo (PD)
MURA Silvana (IdV)
PALOMBA Federico (IdV)
PEZZOTTA Savino (UDC)
PIFFARI Sergio Michele (IdV)
ROTA Ivan (IdV)
SPECIALE Roberto (PdL)
STANCA Lucio (PdL)
TURCO Maurizio (PD)
VATINNO Giuseppe (IdV)
ZAMPARUTTI Elisabetta (PD)
ZAZZERA Pierfelice (IdV)

L’approvazione di questa legge porterà ad una riconversione al contrario: posti di lavoro trasformati in più giochi di guerra per le gerarchie militari.

La campagna “Taglia le ali alle armi” dà un giudizio estremamente preoccupato per l’approvazione parlamentare della riforma Difesa. Con tale voto il Parlamento ha perso l’occasione di bloccare l’azione di chi vuole sempre più soldi per le armi e di rimettere al centro di una discussione comune e partecipata (sia in ambito istituzionale che nella società civile) il modello di difesa e di sicurezza più utile ai cittadini italiani.

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