auguri scomodi, don Tonino, spartire il pane e la tenda

Oggi 26 dicembre 2018, ripubblico gli “Auguri scomodi” di don Tonino Bello, pubblicati qui nel dicembre 2009. Sarà un utile esercizio di memoria per vedere se e cosa è, eventualmente, cambiato.

Più che mai attuali questi auguri scomodi di don Tonino (la foto si riferisce all’autobus con le grate utilizzato a Milano per trasportare gli irregolari in questura. Per queste “eroiche” azioni, i vigili hanno ricevuto l’ambrogino d’oro):

Auguri scomodi:

vigili-anticlandestini, Auguri scomodi

Non obbedirei mai

al mio dovere di vescovo,

se vi dicessi “Buon Natale”

senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire.

Non posso, infatti, sopportare l’idea

di dover rivolgere auguri innocui,

formali, imposti dalla “routine” di calendario.

Mi lusinga, addirittura, l’ipotesi che qualcuno

li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora!

Gesù che nasce per amore

vi dia la nausea di una vita egoista,

assurda, senza spinte verticali.

E vi conceda la forza di inventarvi un’esistenza

carica di donazione, di preghiera,

di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia

vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto

duro come un macigno,

finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato,

a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo

vi faccia sentire dei vermi ogni volta che

la vostra carriera diventa idolo della vostra vita,

il sorpasso, il progetto dei vostri giorni,

la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali

la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo,

vi costringa con i suoi occhi feriti

a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie,

finché la vostra coscienza ipocrita

accetterà che il bidone della spazzatura,

l’inceneritore di una clinica diventino

>tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse

è il simbolo di tutte le delusioni paterne,

disturbi le sbornie dei vostri cenoni,

rimproveri i tepori delle vostre tombolate,

provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie,

fino a quando non vi lascerete

mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori

che versano lacrime segrete per i loro figli

senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace

portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità

incapace di vedere che poco più lontano di una spanna,

con l’aggravante del vostro complice silenzio,

si consumano ingiustizie, si sfratta la gente,

si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili,

si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta,

mentre i potenti tramano nell’oscurità e

la città dorme nell’indifferenza,

vi facciano capire che,

se anche voi volete vedere “una gran luce”

dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente

sono tranquillanti inutili.

Che le pellicce comprate

con le tredicesime di stipendi multipli

fanno bella figura, ma non scaldano.

Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio,

se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte,

“facendo la guardia al gregge”,

e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia,

l’ebbrezza delle attese, il gaudio

dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo

di vivere poveri che è poi

l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale!

Sul nostro vecchio mondo che muore,

nasca la speranza.

 

Don Tonino

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