Avventure a Madrid: Casa de Campo, cena con robot e ritorno a casa

Casa de Campo, Madrid

Seconda parte delle mie avventure estive a Madrid. Oggi vi racconto le meraviglie del parco Casa de Campo, cena con robot e ritorno a Sandrigo. Buona lettura.

Ed eccoci alla seconda parte del racconto sulla mia vacanza estiva a Madrid. Vi racconterò del bellissimo parco Casa de Campo. Madrid è una città di 3.223.334 abitanti che vivono in 604,3 km2. E in questa grande città, con solo un quarto d’ora di metro, potete arrivare in un parco di 1.722 ettari, ancora più grande del Retiro di cui vi ho già raccontato. Forse ora capirete perché Madrid mi piace così tanto! Anche qui, come potete vedere dalla foto in copertina, c’è un bellissimo lago artificiale.

Ed ecco un po’ di storia: nel 1561 il re Felipe II decise di spostare la sede del palazzo reale. siccome amava la caccia, comprò Casa de Campo. In seguito un altro re, Fernando VI, nominò il parco “Bosque Real” finché nel 1931 il luogo divenne proprietà della comunità di Madrid.

Se deciderete di visitare Casa de Campo, ecco l’elenco di tutto quello che potrete vedere oltre al parco:

  • Uno zoo e un acquario zoologico con più di 6.000 animali di 500 specie diverse fra cui: mammiferi, rettili, uccelli, anfibi, pesci e invertebrati. Lo zooo occupa più di 20 ettari ed include una vasca con I delfini.

  • Un parco dei divertimenti con 32 differenti attrazioni.

  • Un teatro auditorium per 1.862 spettatori.

  • Un’arena coperta per gare ed esibizioni sportive e musicali (Laura Pausini si è esibita qui nel 2009). Capacità: 12.000 spettatori.

E passiamo alla cena con robot. Eravamo appena entrati in un ristorante asiatico e mia figlia mi fa “Guarda, il cameriere è un robot!” ed io ho guardato il cameriere immaginando uno di quei personaggi che riescono a portare dieci piatti contemporaneamente. Invece il cameriere, anzi, la cameriera, era un vero robot che ti portava il cibo e ti diceva: “La vostra cena è pronta, siete pregati di prenderla”, poi si doveva schiacciare un pulsante ed il robot partiva dicendo: “Per favore lasciare libero il passaggio”.

 

Ritorno a casa

Sul ritorno a casa posso solo dire che mi sono dovuta alzare alle 5 a causa dei problemi legati alle restrizioni Covid. E, per bere un caffè, ho dovuto aspettare di essere in aeroporto. Avete idea di cosa voglia dire per una “drogata” di caffè come la sottoscritta, alzarsi e dover aspettare per bere il caffè?

Così ho avuto una delle mie idee prodigiose, dato che stavo prendendo delle vitamine, ho pensato di prendere una di quelle compresse effervescenti al mango (il mio frutto preferito!) al posto del caffè. “Brava ragazza! Così avrai la stessa energia che ti dà il caffè, ottima idea!”. Oddio, non è che fossero proprio uguali al caffé, per non parlare del fatto che erano scadute nel 2019, ma sono sopravvissuta e all’aeroporto ho potuto fare una colazione come si deve.

Al ritorno tutto è andato perfettamente: bus, treno, bus ed eccomi a casa.

Arrivederci al prossimo viaggio!

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