Sandrigo, Astico luogo bacino laminazione

Sul Bacino di Laminazione, pubblico la lettera aperta inviata al sindaco di Sandrigo da un gruppo di cittadini.

Il 10 dicembre scorso il Sindaco di Sandrigo Giuliano Stivan interviene dagli studi di Rete Veneta in merito al progetto di realizzazione di un bacino di laminazione sul torrente Astico, al confine tra i territori comunali di Breganze e Sandrigo.

Dichiara di aver appreso, dalle telefonate di due giornalisti e senza alcuna comunicazione ufficiale da parte della Regione, che l’opera, già oggetto di dibattito alcuni anni fa, è ormai approvata e che è previsto l’inizio dei lavori a giugno 2021, e riafferma, motivandola, la netta contrarietà dell’Amministrazione comunale: “Non è un bacino di laminazione. Quello, per come l’ho studiato io e per gli studi che son stati fatti, è un insulto all’ingegneria idraulica. Lo voglio dire bene: non è un bacino di laminazione, è una cava dismessa”.1

Proviamo a riassumere la vicenda.

Dopo la violenta alluvione del novembre 2010, la Regione Veneto avvia la progettazione di un vasto piano di bacini di espansione, o bacini di laminazione, sul territorio regionale. Per “bacini di espansione” si intendono “opere idrauliche che vengono realizzate per ridurre la portata durante le piene di un corso d’acqua tramite lo stoccaggio temporaneo di parte del volume dell’onda di piena”2; interventi eseguiti per ridurre il rischio di alluvioni, dunque, che prevedono l’allagamento controllato di specifiche aree attigue ai corsi d’acqua.

Il piano regionale prevede da subito la realizzazione di due bacini di laminazione lungo il torrente Astico, nell’area delle cave dismesse Vaccari (primo stralcio) e Mirabella-Astico (secondo stralcio), nel territorio di Breganze e Sandrigo. Nel 2013 il progetto preliminare viene depositato in Comune3, e successivamente, nell’ottobre 2015, viene presentato il progetto definitivo relativamente al primo stralcio (ex cava Vaccari).

I timori per la realizzazione dei bacini sono condivisi, una volta tanto, sia dalle voci ambientaliste del territorio sia dall’Amministrazione. In data 19 dicembre 2015, infatti, in risposta alla presentazione del progetto per il primo stralcio, il Coordinamento Tutela Territorio Breganze invia alla Regione le proprie osservazioni: in un documento preciso e dettagliato il comitato breganzino richiede maggiori indagini e approfondimenti sulla natura dell’area interessata e “sui possibili rischi di inquinamento dell’acqua di invaso, visto che va direttamente in falda, mescolandosi con l’acqua già presente sul laghetto”. Argomentazioni simili vengono proposte anche dall’Amministrazione Comunale di Sandrigo, che sin da subito comunica alla popolazione i rischi e i problemi, di natura prevalentemente ambientale, connessi con la realizzazione del bacino di laminazione4.

Tuttavia, tenuto conto delle osservazioni ricevute, il 2 marzo 2016 la Commissione Regionale V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) si esprime favorevolmente al progetto, che viene approvato dalla Giunta Regionale in data 19 aprile 20165.

Nei mesi successivi la stampa locale dà però notizia di un colloquio tra il governatore Luca Zaia e gli amministratori dei Comuni di Sandrigo, Breganze e Montecchio Precalcino, dal quale emergerebbe l’intenzione della Regione di sospendere il progetto di intervento in questi comuni. Dichiara il vicesindaco Giovanni Rigoni: “Due anni di sforzi per ottenere le garanzie date dal presidente Zaia. È il risultato di una presa di posizione contraria al bacino, che abbiamo dimostrato con chiarezza e coerenza sin dall’inizio”6.

Per quanto riguarda il primo stralcio, tuttavia, l’iter procede. Come indicato in un documento regionale sullo stato di avanzamento dei vari bacini, pubblicato in data 23 luglio 2020, l’opera appare finanziata e l’avvio della progettazione esecutiva previsto per l’ottobre 2020: un intervento del valore di 35,5 milioni di euro in denaro pubblico.

Non possiamo non dirci allarmati dalle valutazioni di rischio ambientale che il Sindaco Giuliano Stivan, nel suo ruolo di rappresentante pubblico, ha ribadito ancora pochi giorni fa, evidenziando in particolare il rischio di inquinamento dell’acqua di falda e per l’area circostante; non dimentichiamo, peraltro, che il bacino risulterebbe vicinissimo alla zona industriale di Sandrigo (in cui è sita anche l’azienda Cromador, che già nel 2012 comunicò al Comune il superamento dei limiti di cromo esavalente in due pozzi7) e all’ex discarica Galvani, non protetta interamente come fondo e che potrebbe perciò generare problemi di percolato8. Desta inoltre preoccupazione anche l’ex discarica di RSU nel settore G3 della cava Mirabella, all’interno del perimetro del bacino di laminazione.

Ci chiediamo allora se la cura (il bacino di laminazione) non sia altrettanto pericolosa del male (i fenomeni alluvionali). Un male questo che trova origine (e intendiamo ribadirlo, nonostante il silenzio del governo regionale) nella cementificazione progressiva del nostro territorio attraverso le grandi opere infrastrutturali come la Superstrada Pedemontana, la rapida impermeabilizzazione dei terreni agricoli, il tombamento dei corsi d’acqua.

Alla luce di questi fatti, ci rivolgiamo all’Amministrazione comunale di Sandrigo, affinché si esprima pubblicamente e nel modo più esaustivo rispetto all’intera vicenda.

  • In primo luogo, vorremmo sapere con più esattezza quali rassicurazioni avesse ricevuto l’Amministrazione di Sandrigo da parte del governatore Zaia, in particolare in riferimento al primo stralcio, e quali comunicazioni ufficiali sarebbero poi mancate.
  • Chiediamo inoltre all’Amministrazione di relazionare, nel più breve tempo possibile, in merito alle perizie a propria disposizione e alle criticità evidenziate, garantendo in tal modo una adeguata informazione alla cittadinanza e dando conto delle posizioni ribadite sin qui.
  • Infine, chiediamo all’Amministrazione di informare la cittadinanza su quali siano, allo stato attuale, i margini di intervento, e quali strategie intenda intraprendere.

Crediamo che da tali iniziative istituzionali possano scaturire, nel nostro paese e nei paesi limitrofi, riflessioni e azioni davvero consapevoli, rinforzate dal grande apporto che può venire dalle cittadine e dai cittadini.

Sandrigo, 11 gennaio 2021

1Bacino di laminazione, Sandrigo non lo vuole!”, canale YouTube del Comune di Sandrigo, 11 dicembre 2020;

2https://it.wikipedia.org/wiki/Bacino_di_espansione;

3Sandrigo 30, aprile 2014, p. 2;

4Allegato sub A) alla delibera di G. C. n. 94 del 17/12/2015, “Osservazioni al progetto definitivo del bacino di invaso sul torrente Astico nei comuni di Sandrigo e Breganze (VI)”;

5Deliberazione della Giunta Regionale n. 475/DGR del 19 aprile 2016;

6“Zaia rassicura i sindaci ‘Il bacino non si farà’”, Il Giornale di Vicenza, 2 aprile 2016;

7Sandrigo 30, gennaio 2020, p. 1;

8Allegato sub A) alla delibera di G. C. n. 94 del 17 dicembre 2015 “Osservazioni al progetto definitivo del bacino di invaso sul torrente Astico nei comuni di Sandrigo e Breganze (VI)” p. 34;

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