Il cassetto della cucina

Questo brano vi farà sicuramente ricordare un cassetto, o altro luogo simile, che avete in casa e in cui raccogliete le cose più disparate…

Buona lettura!

Nella grande cucina disordinata c’era un cassetto. O meglio, ce n’erano tanti, ovviamente, ma se qualcuno diceva: — La corda è nel cassetto in cucina, — tutti quanti capivano. Magari poi succedeva di non trovarcela dentro, la corda.
Quello sarebbe stato il suo posto, insieme a quello di un’altra dozzina di cose utilissime che non si trovavano mai: cacciaviti, forbici, nastro adesivo, puntine da disegno, matite. Cose del genere si cercavano prima di tutto nel cassetto, e poi dovunque. Il reale contenuto del cassetto era in effetti difficile da determinare: oggetti non sistemabili in base a una logica, cosucce inutili, ma che nessuno aveva cuore di gettare via, aggeggi che un giorno, chissà, si sarebbe anche potuto aggiustare.
E perciò, pile non ancora del tutto scariche, dadi senza la vite, il manico di una teiera preziosa, un lucchetto senza la chiave, oppure uno a combinazione il cui numero segreto era ormai un vero segreto per tutti, biglie del tipo più scadente, spiccioli di valute straniere, una torcia elettrica senza lampadina, il guanto superstite di quel vecchio paio che la Nonna aveva fatto a maglia con tanto amore poco prima di morire, il tappo di una bottiglia per l’acqua calda, un pezzo di fossile.
Grazie a un curioso fenomeno di perversa magia, a riempire il cassetto degli utensili, finiva ogni oggetto palesemente inutile. A che cosa sarebbe mai servita la singola tessera di un rompicapo? E d’altra parte, chi se la sentiva di cestinarla?

Ian McEwan: “L’inventore dei sogni”

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.