Cavallette

Le cavallette stanno distruggendo le coltivazioni in Africa e la febbre dengue causa la morte di centinaia di persone in Sudamerica nel colpevole silenzio del resto del mondo.

Le cavallette

Mentre noi siamo tutti presi dal coronavirus, il resto del mondo va avanti e vanno avanti anche, purtroppo, le disgrazie. Le più gravi sono il passaggio di locuste, o cavallette in Africa e la febbre dengue in Sudamerica.

Le cavallette stanno distruggendo l’agricoltura in Africa: sono infatti in grado di consumare in un giorno tutto il cibo consumato da 90 milioni di persone.

Si tratta di insetti che si riproducono a velocità notevolissime. Secondo gli esperti, se non ci saranno interventi, entro giugno le cavallette potrebbero aumentare di 500 volte.

Gli esperti sostengono che, oltre a chi ha già problemi di approvvigionamento, rischiano di morire di fame altre 10 milioni di persone.

Ora le cavallette si stanno spostando nel continente asiatico. Nell’ultima settimana, soltanto in India, hanno già distrutto 380.000 ettari di terreni agricoli.

La febbre Dengue

Si tratta di una malattia infettiva tropicale causata da un virus che esiste in cinque diversi sierotipi. Il contagio avviene a seguito di puntura di zanzara del tipo Aedes, soprattutto la Aedes aegypti. Non esiste una vaccinazione che sia efficace, e quindi l’unico modo per prevenire la malattia è l’eliminazione delle zanzare.

Nel 2019 in America Latina ci sono stati più di 3 milioni di contagi e 1.538 morti, mentre dall’inizio del 2020 ad oggi si contano più di 125.000 in Bolivia, Honduras, México e Paraguay; in Argentina, solo in gennaio, i casi registrati sono stati 2.811.

Cavallette, dengue e crisi climatica

Stando a studi recenti, riuscire a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi centigradi, permetterebbe di evitare tre milioni di casi di dengue (ricordiamo che è la malattia tropicale con la più rapida diffusione al mondo). L’Organizzazione Mondiale per la Salute, OMS, ha calcolato un numero pari a 250.000 morti in più ogni anno fra il 2030 ed il 2050 a causa della crisi climatica.

Fonte: PNAS

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