Esperti coronavirus ospedale Bergamo

In questo periodo assurdo, ho deciso di seguire soltanto alcuni esperti autorevoli per informarmi sulla situazione Coronavirus. Fra questi c’è Fabio Sabatini, professore di economia all’università La Sapienza di Roma. In data 23 marzo 2020 ha chiesto sulla sua pagina Facebook di leggere la lettera che i medici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo hanno inviato al New England Journal of Medicine,  e che lui ha tradotto per tutti noi.

Il professor Sabatini ha definito la lettera “Un grido di allarme struggente e un atto di accusa durissimo”.

Leggetela, ne vale la pena. Non la posto qui per correttezza nei confronti del professore. Se ve la cavate con l’inglese, potete leggere l’originale qui: https://catalyst.nejm.org/doi/full/10.1056/CAT.20.0080.

Anche il professor Crisanti, direttore dipartimento di medicina molecolare Professore di epidemiologia e virologia dell’Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova, concorda con i medici di Bergamo e fa parte del gruppo di esperti che seguo e di cui mi fido.

Un altro interessante lavoro fatto dal professor Sabatini, è stata la traduzione di un articolo di Max Fisher per il New York Times. Si riferisce a quanto successo in Corea del Sud. Come hanno fatto ad appiattire la curva? I loro punti di forza sono stati:

  • essere intervenuti prima della crisi
  • aver fatto test precoci, frequenti e sicuri
  • aver operato contact tracing, isolamento e sorveglianza
  • aver suscitato la collaborazione del pubblico.

Chissà, magari potremmo cominciare a pensare anche noi a qualcosa di simile?

Un altro fra gli esperti che seguo con interesse, è Matteo Villa. Egli lavora per l’ISPI e si occupa di migrazioni. Esperto in statistiche, in questo periodo sta facendo diverse analisi e proiezioni sull’estensione del coronavirus. Potete trovare i suoi lavori sul suo profilo Twitter.
Per quanto riguarda il “dopo Coronavirus”, sarà interessante ricordare chi ha smantellato la sanità pubblica in questi anni e chiedersi perché, ad esempio qui nel vicentino, ci ritroviamo ad avere quattro ospedali in meno (Thiene, Schio, Malo e Marostica) ed uno in più, costruito a Sarcedo in mezzo al nulla. La scelta del project financing è stata fortemente voluta dalla regione ed ora ne paghiamo le spese tutti. Qui l’intervista a Carlo Cunegato da parte del quotidiano online VenetoVox.
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