Cromador fallita, bonifica

Propongo qui gli ultimi aggiornamenti sulla bonifica da cromo esavalente della ditta Cromador, fallita a luglio e quindi impossibilitata a pagare i costi dei danni provocati in tanti anni. Costi che, ovviamente, sopporteremo noi cittadini di Sandrigo.

Il Giornale di Vicenza scriveva il 14 agosto scorso  che nel giro di qualche giorno si sarebbe attivato un gruppo elettrogeno per fornire elettricità alle pompe e al sistema di depurazione.

Con determinazione  n. 435 del 19 agosto, l’amministrazione comunale ha sentito, fra gli altri, il parere del Dott. Felice Foglia del Servizio Igiene e Sanità Pubblica Aulss n. 8-Berica, che ha scritto: “Con riferimento all’email della S.V. del 12.8.2019, pari oggetto, sentito il dr. Bizzotto dirigente dell’ARPAV, visto che in passato le acque di scarico della Ditta Cromador non hanno mai rilevato il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente a parte situazioni particolari, si concorda nella riattivazione immediata della “messa in sicurezza in emergenza” mediante utilizzatore di generatore di corrente per alimentare le pompe ed avviare la barriera idraulica con scarico diretto in fognatura , alle seguenti condizioni:
– deve essere effettuato da parte dell’ARPAV una preliminare analisi delle acque di scarico prima di iniziare l’immissione ed un costante monitoraggio tale da consentire sia l’immediato riscontro di un superamento dei limiti previsti dalla Tabella indicata nella normativa vigente sia il ripristino dei livelli
devono essere riattivati anche i monitoraggi da parte dell’ARPAV sull’acqua di falda posta a valle della Ditta in questione al fine di tutelare la salute pubblica, come già espresso nella Conferenza dei Servizi del 6.8.2019…”;

Visto che la riattivazione della corrente elettrica era estremamente urgente, l’amministrazione ha incaricato una ditta del posto di effettuare il lavoro al costo di 4.880 €.

Il 10 settembre l’amministrazione ha emanato le determine n. 463 e 464. La prima per  “Allacciamento all’energia elettrica per messa in sicurezza ditta Cromador a favore della Ditta E-Distribuzione Spa” per un costo di 540,52 €, la seconda per “Consumi di energia elettrica e canone di fognatura e depurazione ditta Cromador” per un costo 5.000€ iva inclusa, di cui € 3.000,00 a favore di E-Distribuzione spa e € 2.000,00 a favore della società Vi-acqua spa.

Con queste spese – e siamo solo all’inizio – abbiamo già superato la somma di 10,000 euro:

 5.000,00+

 4.880,00+

    540,42=

10.420,42.

A questo punto mi torna la solita domanda: perché nessuno fra gli enti preposti (amministrazione comunale con il sindaco in testa, Arpav, Unità sanitaria locale, provincia ecc.) ha fatto qualcosa in tutti questi anni perché la Cromador risolvesse i problemi legati all’inquinamento? Perché, anzi, l’inquinamento stesso veniva dichiarato inesistente? Se così fosse oggi non ci sarebbe bisogno di barriera idraulica, analisi delle acque e così via. Ricordiamo che il tutto è iniziato nel 2012 e che da allora si va avanti con una “messa in sicurezza in emergenza“. Ma l’emergenza è per definizione qualcosa di provvisorio che dev’essere sostituito in fretta da una “messa in sicurezza definitiva“. Di questa non c’è traccia. Quello di cui possiamo essere sicuri è che le spese di bonifica della ditta Cromador (ancorché parzialmente sostenute dalla provincia) saranno a totale carico della cittadinanza sandricense e non di chi ha inquinato. Oltre a questo, non sappiamo a quanto ammontino i costi, perché siamo solo agli inizi viste le dichiarazioni del sindaco Giuliano Stivan al Giornale di Vicenza: «Assegneremo poi a uno studio la supervisione tecnica e operativa del sistema di controllo e della depurazione. Affideremo anche la realizzazione di un piano per la bonifica: sarà importante la valutazione inerente lo svuotamento della vasche con i liquidi che contengono. Questo passaggio potrebbe rivelarsi uno dei punti più costosi della bonifica».

Auguri, Sandrigo!

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