Psicosi generata dall'arrivo di profughi a Sandrigo

Dallo scorso 11 aprile Sandrigo ha visto aumentare il numero dei suoi residenti di colore. Infatti sono stati ospiti dell’Hotel Ginia, che ha risposto positivamente alla richiesta di alloggio temporaneo da parte della fondazione “La Casa” di Padova, un gruppo di profughi provenienti per lo più dal Gambia (paese quasi introvabile nella carta geografica del continente africano), che aspettano con giovanile speranza uno sbocco positivo del loro futuro, lontani dalla loro patria che non offre alcuna opportunità.

 Questa presenza sarebbe passata inosservata se qualcuno non avesse sollevato tra le altre cose un immotivato allarme sanitario (vedi la risposta data dalla Questura di Vicenza all’assessore Ciambetti). Nei luoghi di approdo dei barconi, Lampedusa e alcuni centri della Sicilia, i profughi vengono aiutati nei loro bisogni immediati e sottoposti ad un primo controllo medico-sanitario; pertanto lo sbandierare il rischio di malattie tipo Ebola è del tutto fuori luogo.

Desidero soffermarmi su alcuni aspetti che personalmente, ma qualsiasi cittadino avrebbe potuto farlo, ho avuto modo di affrontare. Innanzitutto mi sono confrontato assieme ad altri volenterosi con ragazzi giovani aperti al dialogo che hanno lasciato il loro paese perché studio-lavoro-voglia di incidere nella loro società sono senza possibilità. Ascoltare direttamente dalla loro voce le vicissitudini di un viaggio che li ha portati da noi non lascia indifferenti. Poi non hanno creato “emergenze”: alcuni hanno frequentato la chiesa in quanto cattolici, altri sono andati a pregare presso una comunità fuori paese, la maggior parte mussulmana ha pregato all’interno delle stanze d’albergo.

Un bel gruppo (tredici per la precisione) si è messo a disposizione con entusiasmo, con alcuni cittadini sandricensi del gruppo micologico, per la giornata di raccolta dei rifiuti stradali indetta nella prima domenica di maggio. Nei giorni successivi è stata costante la richiesta di essere impegnati in altri servizi. A dimostrazione che i profughi del Gambia sono ragazzi in salute, in una serata presso il campo sportivo di Poianella essi hanno sostenuto una partita di calcio, confrontandosi con la locale squadra di categoria giovanile allenata da Walter Celin e suscitando la simpatia da parte di tutti i presenti. Alcuni di loro hanno dimostrato voglia di imparare un po’ di italiano, sfogliando per giorni un mini quaderno preparato da mia moglie con le più comuni frasi inglese-italiano. Essi hanno dimostrato una toccante gratitudine per ogni momento trascorso con loro a colloquiare, a scherzare, a mangiare una fetta di dolce o delle ciliegie.

Sono convinto che questa permanenza a Sandrigo abbia dato loro la sensazione che può esserci un’esistenza migliore e non ci resta che augurarla loro con tutto il cuore. Aggiungo poi che noi cittadini di Sandrigo abbiamo avuto l’opportunità a contribuire a questa loro speranza con l’accoglienza e la fratellanza, atteggiamenti che non ci costano nulla e che spesso, egoisticamente, tranquillizzano la nostra coscienza.

Dr. Carlino Dagli Orti 

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