ricerca sanitaria, multinazionali

Multinazionali: annunciato regalo natalizio da parte del governo. Di cosa si tratta? Una bazzecola: solo i nostri personalissimi dati sanitari, per avere i quali le signore multinazionali non dovranno chiederci il consenso o pagare allo Stato, è tutto gratis.

Multinazionali e dati sanitari degli italiani, cerchiamo di capire

Vi state chiedendo come mai le multinazionali (in particolare l’IBM) avranno accesso ai nostri dati sanitari? È semplice e risale ad un accordo fatto dall’ex presidente del consiglio Matteo Renzi con la IBM in occasione di un viaggio a Boston nel marzo 2016.

Renzi e multinazionale IBM

La multinazionale si è impegnata a stanziare 150 milioni di dollari unitamente all’assunzione di un numero oscillante fra 400 e 600 persone, in cambio dell’utilizzo dello spazio utilizzato durante l’Expo 2015 a Rho, nella periferia milanese. Lo spazio dovrebbe servire per aprire il Centro Watson, dal nome di un computer capace di battere i campioni di un gioco a quiz e, soprattutto, di calcolare mutazioni generiche che siano in grado di prevenire o curare il cancro e altre malattie.

Ora, per  capire l’importanza dei nostri dati personali, vi racconto cosa potrebbe succedere a me nel malaugurato caso in cui non rispettassi la famigerata direttiva europea sui cookies. Rischierei una multa oscillante fra 6.000 e 120.000 euro, soltanto per non aver esposto correttamente i vostri diritti e quello che fa questo blog per rispettare la vostra privacy.

L’IBM, invece, non dovrà far nulla, se non passare all’incasso dei nostri dati sanitari resi anonimi.

Come si è arrivati a questo?

Siamo a fine 2017 ed il parlamento ha recentemente approvato la legge europea 2017 (n. 167), che recepisce le normative europee vincolanti per l’Italia. Ebbene, al suo interno c’è anche il riferimento alla

cessione dei dati sanitari per scopi statistici e di ricerca scientifica.

La cosa incredibile è che il regolamento dell’Unione Europea a cui si riferisce la norma, entrerà in vigore nel maggio 2018; il nostro Paese è sempre stato particolarmente ritardatario nel recepimento di direttive e regolamenti comunitari. Come mai stavolta siamo arrivati addirittura sei mesi prima della scadenza?

C’è poi da chiedersi quanto influisca tutto questo con i Piani Nazionali di centralizzazione del digitale, elaborato da Diego Piacentini. Sapete chi è vero? Si tratta del vicepresidente di Amazon che, mentre svolge l’incarico per conto del governo italiano, ha temporaneamente sospeso il proprio ruolo di vice di Amazon.

Sappiamo tutti che le multinazionali cercano i nostri dati unicamente per proporci pubblicità sempre più personalizzate. Quanti di voi sono interessati a ricevere a tutte le ore consigli strettamente personali ed unici sulla migliore colazione da fare, sul paio di calzini più trendy da indossare o sulla scarpa più morbida e sexy del mondo? Io per nulla e trovo vergognoso che si mettano sulla piazza i nostri dati sanitari

ripeto, sanitari

che saranno utilizzati per scopi a noi sconosciuti e senza neppure sapere chi li sta usando.

E questo è un serio invito alla riflessione su dove siamo disposti ad arrivare e cosa siamo eventualmente disposti a fare per cambiare. Perché il potere ce l’abbiamo ancora in pugno noi consumatori. Cerchiamo di usarlo bene, comprando con la testa, ma senza farci abbagliare dalla pubblicità e ricordandoci dei legami fra Renzi, IBM, Expo, Piacentini, Amazon e i nostri dati sanitari.

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