Diego Pozzato

Primo anno in consiglio come M5S: Diego Pozzato racconta la sua esperienza.

Diego Pozzato, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ci racconta il primo anno in consiglio comunale dove è entrato con un grosso bagaglio di valori e l’ideale presenza del compianto padre, incorruttibile giudice di pace che per lui è come un faro.

«Siamo un gruppo compatto, fatto di persone diverse tra loro dove il mio voto non vale di più. La nostra prima iniziativa è stata quella sull’acqua pubblica. Il nostro è il secondo più grande bacino d’Europa, attira interessi e speculazioni, ma l’acqua è l’elemento fondamentale per la vita e non possiamo perderla. Per questo chiediamo una società di diritto pubblico, e non una società a partecipazione pubblica. Il bene comune deve andare oltre le teorie di partito e le idee individuali.

Abbiamo poi chiesto il ritiro dell’ordinanza sugli over 14. Non è certo facendo ordinanze punitive che si risolve il problema dell’immigrazione, stiamo parlando di persone, credo che si dovrebbe partire dal regolamento di Dublino. L’ordinanza è stata poi annullata.

Abbiamo fatto anche un’interrogazione al prefetto perché nelle commissioni ci sono due assessori e questo contrasta con il regolamento del comune. Il prefetto, dopo essersi appellato al ministero dell’interno, ci ha dato ragione. L’amministrazione ora ha risposto con una propria contro interrogazione, perciò staremo a vedere.

Abbiamo poi chiesto la documentazione sulla rete Sprar, perché sostenevano di aver aderito, ma le carte non c’erano. Credo comunque che l’argomento sia stato trattato in modo spropositato, non ho mai sentito parlare di reati commessi dai profughi».

Pozzato racconta poi di episodi inquietanti che gli sono accaduti:

«Cinque galline su 12 decapitate, segnalazioni in comune, persone che, in mia assenza, sono andate a far domande strane su di me… Io credo nella casualità, ma quando diventa ripetitiva non è più una casualità. Prima di fare politica non ho avuto nessun tipo di problema e mi chiedo: abbiamo smosso qualcosa o fatto nomi che non dovevamo fare? Ho denunciato tutto ai carabinieri, ma sono un po’ preoccupato, perché ho una bimba di 3 anni. A volte ti senti davvero come Davide contro Golia, sai di essere nel giusto però non hai i mezzi».

Sull’anno trascorso dice:

«Siamo entrati senza esperienza, ma l’esperienza si fa sul campo, io sento di essere diverso rispetto allo scorso anno, più maturo. Spero che questo possa essere di esempio anche ad altri giovani. Qualche piccolo risultato l’abbiamo ottenuto. Credo nel mio gruppo e in me, non sono mai sceso a compromessi e sono stimolato nonostante le paure che sono comunque parte dell’essere umano».

Rielaborazione dell’articolo pubblicato nel settimanale Schio&ThieneWeek il 21.07.2018

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.