editto romeno

 Si è da poco concluso il festival NoDalMolin 2013 ed io, nel sistemare i vecchi giornali, sono incappata in un numero “storico” del Giornale di Vicenza, quello di mercoledì 17 gennaio 2007 che vedete in copertina.

Prodi era in Romania, per questo gli attivisti No Dal Molin hanno sempre parlato della sua dichiarazione come dell’editto romeno (per richiamare l’editto bulgaro, quando Berlusconi chiese la cacciata di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi dalla Rai).

Dato che non si legge bene il virgolettato, lo riporto qui:

Sto per comunicare all’ambasciatore statunitense che il governo italiano non si oppone alla decisione presa dal governo precedente e dal Comune di Vicenza a che venga ampliata la base militare di Vicenza.

Editto romeno:

A parte l’errore nel definire “ampliamento” una base nuova di zecca, devo dire che Prodi, con questa uscita, mi ha fatto perdere un po’ di coordinate. Confesso che lo avevo associato al semaforo, nella bellissima imitazione che ne fa Corrado Guzzanti e che potete vedere qui sotto. Ebbene sì, Prodi mi dava sicurezza, pacato e tranquillo, fermo e sicuro, così lo immaginavo. Mai avrei pensato che dicesse sì alla costruzione della nuova base militare.

E invece, eccolo lì, è diventato un semaforo che corre (dietro agli statunitensi).

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