gramigna

In quest’ultimo giorno dell’anno ho deciso di postare una poesia… strana forse, in quanto tesse le lodi della gramigna. L’erba più odiata! Eppure, forse, la gramigna è più utile di quello che pensiamo.

È molto importante riconoscere l’importanza di tutte le cose, anche le più umili e disprezzate. Questo è uno degli importanti insegnamenti avuti da Duccio Demetrio, durante il percorso di studio sull’autobiografia che ho fatto ad Anghiari.

Voi cosa scrivereste sulla gramigna? E a che altra cosa disprezzata dedichereste il vostro elogio?

Intanto buona fine d’anno e buon inizio per il 2013!

 

Verde brillante, morbida seta,
gambo lungo, foglie secche.
Disprezzata, calpestata, sradicata:
nessuno sa che farsene di te.
Sei il vestito da lavoro dei fossi,
altrimenti nudi e senza riparo.
Ti offri, fragile baluardo
a loro protezione,
di verde colorandone la fatica.
Maga del nascondimento,
celi la tua vera essenza:
di innocui aghi sottili rivestita,
sembri rigonfia di chicchi,
pura apparenza, ingenuo scudo a
distoglier l’attenzione.
E una mano leggera che ti sfiora
basta a svelare la tua fragilità.
Tenace, non ti fai sconfiggere,
e continui a rinascere.
Ami stare fra i papaveri rossi,
Macchie di colore lungo il bordo dei fossi.
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