Nave Diciotti, vignetta di Mauro Biani

Risolto finalmente l’indegno stallo della nave Diciotti: Salvini indagato per sequestro di persona.

Per ora è risolto il blocco della nave Diciotti, impossibilitata a far scendere gli eritrei a bordo a causa del blocco imposto, esclusivamente via social, dal ministro dell’interno. Ora Salvini è indagato dalla procura di Agrigento per sequestro di persona. Crede, essendo ministro, di poter fare quello che vuole, in spregio alla legge e alla Costituzione. Ma non è così e in Italia vige ancora lo stato di diritto. Preoccupante il richiamo al popolo da parte di Salvini durante un comizio:

Possono arrestare me ma non la voglia di 60 milioni di italiani, indaghino chi vogliono. Abbiamo già dato abbastanza, è incredibile vivere in un paese dove dieci giorni fa è crollato un ponte sotto il quale sono morte 43 persone dove non c’è un indagato e indagano un ministro che salvaguarda la sicurezza di questo Paese. È una vergogna.

Preoccupante anche scoprire che da ieri la sua pagina Facebook ha più di 3 milioni di follower.

Vergognoso, invece, sapere che le persone detenute sono state costrette per una decina di giorni ad utilizzare 2 bagni chimici in 150, mentre le donne sono riuscite ad avere un cambio di biancheria intima solo due giorni fa.

Per fortuna c’è qualcuno che tiene alto l’onore dell’Italia: Stefano Vella, capo dell’Agenzia del farmaco, ha scritto al ministro della Salute Grillo e si è dimesso: “Negate cure indispensabili. Uomini e donne lasciati in condizioni igieniche intollerabili”.

A quanto si apprende i richiedenti asilo saranno ospitati qui in Italia in luoghi appositamente predisposti dalla Cei, Conferenza dei vescovi, mentre una trentina andrà in Irlanda; si parla anche di venti persone in Albania, ma questo non è possibile perché contrario al diritto internazionale in quanto si configurerebbe come deportazione.

Toccherà al tribunale dei ministri giudicare la situazione di Salvini e stabilire se ha commesso reati. Attendiamo fiduciosi e speriamo di non dover più vivere una simile vergogna: pensate che tutte queste persone avrebbero potuto andare liberamente negli altri paesi UE in base agli accordi sulla riallocazione, ma il nostro ministro ha preferito fare diversamente.

Speriamo che, al prossimo salvataggio, non si debba ricominciare con questa manfrina, ma si cominci a rispettare davvero e fino in fondo la legge.

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