Renzi, canada dice no, F35, volare meglio di no, Armi e finanziaria

Ieri 13 dicembre avevo scritto sull’approvazione della legge cosiddetta Di Paola, dal nome del ministro che l’ha sponsorizzata, relativa alla difesa. Nei mesi scorsi le associazioni pacifiste hanno fatto pressione perché la legge non fosse approvata, perché si rinunciasse all’acquisto dei costosissimi e malandati F35, ma senza successo.

Ora, nel sito di Mosaico di Pace, la rivista di Pax Christi Italia che ha come direttore il coraggioso comboniano Alex Zanotelli, ho trovato una notizia davvero interessante: il Canada rinuncia all’acquisto degli F 35! Ecco cosa scrive in proposito Tonio Dell’Olio nella rubrica: Mosaico dei giorni:

stop-f35, Canada dice noIl Canada nel 2006 aveva assunto la decisione di dotare la propria aviazione militare degli F35. Qualche giorno fa il Parlamento di quel Paese a larghissima maggioranza ha rinunciato a quell’affare. Costano troppo. Inizialmente 65 milioni di dollari per ciascun esemplare e oggi il prezzo è lievitato fino a 150 – 180 milioni per ciascun aereo. L’Italia ha invece confermato l’acquisto dei suoi 90 pezzi rinunciando al progetto iniziale di 135. Ai deputati canadesi ha parlato anche Steve Lucas, già Chief dell’Air Staff dell’aviazione canadese che ha rivelato che i vertici militari all’epoca non dissero tutta la verità sulle caratteristiche e l’efficienza di quegli aerei che non garantiscono pienamente le caratteristiche che vantano. Che bello pensare invece che in Italia sappiamo tutta la verità e che siamo più ricchi dei canadesi. Dimenticavo di dire che quando uno dei partner del progetto si ritira, il prezzo lievita per gli altri. Ma a quanto pare noi non abbiamo alcun problema. Se a qualcuno interessa la rassegna stampa, in Italia ieri ne hanno parlato due quotidiani e pochi siti di informazione online. I soliti pacifisti: La Stampa di Torino e Il Sole 24 ore, forse preoccupati della possibile crisi dell’industria statunitense dell’aeronautica.

Anche Maurizio Crozza, nella consueta copertina satirica della trasmissione “Ballarò”, ha parlato della vicenda il 27 novembre, dopo che Mario Monti aveva dichiarato che il servizio sanitario nazionale necessita di nuove coperture per continuare ad essere accessibile.

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