Facciamone di tutti i colori

Vedere come i politici veneti, in questo caso bassanesi, perdano il loro prezioso tempo per mettere il becco in un laboratorio di narrazione (Facciamone di tutti i colori) rivolto a bambini dell’asilo e relative famiglie, è davvero sconfortante.

Quello che ha sconvolto i politici nostrani è il sottotitolo al laboratorio “Facciamone di tutti i colori” e cioè “narrazione e laboratorio per famiglie di tutti i tipi”. Infatti, quello a cui hanno subito pensato i nostri, è stata la famigerata (quanto inesistente) teoria gender. L’assessora Donazzan riferisce di essere “saltata sulla sedia” alla vista di “frasi e disegni equivoci”. Ora, se guardate attentamente il manifesto che ho messo in copertina, vedrete che le frasi equivoche sono le seguenti:

Di che colore siamo ora?

Di quanti colori siamo?

Quante sfumature ha il nostro rosso?

E il giallo? E il blu?

Quanti colori nella nostra famiglia?

Ecco qua le frasi incriminate insieme con un arcobaleno tirato da un omino. Questo è lo scandalo cosiddetto gender che l’assessora regionale all’istruzione (sic!) Donazzan ha letto nel volantino. Siamo davvero in pieno medioevo e mi sembra di essere tornati alle censure ai libri portate avanti dal sindaco di Venezia qualche anno fa.

Inizialmente, sembrava che l’iniziativa fosse patrocinata dalla regione, che però, appena visti i volantini, ha negato “richieste di patrocinio, né risulta inviato il materiale promozionale per i controlli che si fanno sempre prima di diffondere le campagne di promozione“.

L’assessora ha proseguito sostenendo “Con me queste cose non passano e i miei collaboratori in assessorato lo sanno bene. Non passano, anche per una ragione di coerenza politica perché, se qualcuno ancora lo ignora, il Veneto è governato dal centrodestra”. Purtroppo, assessora, non lo ignoriamo affatto e siamo ben consapevoli del’inquinamento che state provocando nel nostro territorio: inquinamento dei terreni e delle falde ma, soprattutto, inquinamento culturale con una regressione davvero spaventosa in termini di rispetto, tutela dei diritti, attenzione ai più deboli, solidarietà e così via.

A Madrid, invece, le cose vanno in modo un po’ diverso.

La legge della comunità di Madrid n. 3 del 2016, ha infatti stabilito “La protezione integrale contro la LGTBIfobia e la discriminazione in ragione dell’orientamento e dell’identità sessuale nella comunità di Madrid“.

Ogni biblioteca della comunità ha, di conseguenza, uno spazio come quello che vedete nella foto più sopra con volumi dedicati a questa tipologia di utenti. Senza nessun problema.

 

Nota: LGBTI è l’acronimo che si utilizza per indicare l’appartenenza di una persona alla vasta comunità Lesbica, Gay, Bisessuale, Transessuale/Transgender e Intersessuale (fonte wikipedia).

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