Fatti, non parole. Eritrei

Fatti, non parole: è quello a cui ha detto di essere interessato il ministro Maroni. Ha poi spiegato che, grazie ai respingimenti, dall’inizio di maggio, gli sbarchi sono diminuiti di oltre il 90%. L’anno scorso gli sbarchi sono stati 14.220, quest’anno solo 1.345. Il ministro ha poi auspicato il rafforzamento della collaborazione con la Libia e un maggiore impegno da parte dell’Unione Europea.

E la recente strage di eritrei dimostra che gli accordi funzionano.
DAL SITO http://fortresseurope.blogspot.com/2006/01/lavori-forzati-e-torture-per-gli.html

“L’Eritrea sta investendo molto nel turismo. Lungo il mar Rosso ad esempio, a metà strada tra Massawa e Assab, c’è un albergo a Gel’alo che nessun turista dovrebbe perdersi, specialmente se italiano. Se non altro perché è stato costruito da esuli eritrei costretti ai lavori forzati dopo essere stati arrestati sulla rotta per Lampedusa e rimpatriati dalla Libia su voli finanziati dall’Italia”.
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