Presentazioni ad Anghiari, Festival autobiografia 2015

A poco meno di un mese dal suo inizio, ti racconto il Festival Autobiografia 2015.
L’edizione 2015 aprirà il 3 Settembre con un pomeriggio dedicato alle storie di migrazione, sarà raccontata la storia di Rosaria Gallotti, artista milanese con un’esperienza di doppia emigrazione in Argentina, e Giuseppe Sommario, che presenterà una ricerca sulle storie degli italiani, calabresi in particolare, emigrati sempre in Argentina, insieme a loro Andrea Amedeo Sammartano, che in “Festa grande alla Dahara”, racconta la sua esperienza di italiano nato a Tripoli e poi “emigrato” nel “suo” paese, l’Italia.

Novità del programma di quest’anno è anche lo spostamento di Appoggiati ad un leggio, una maratona di letture autobiografiche e biografiche, che si è snodata negli anni scorsi lungo le giornate del Festival e che invece quest’anno sarà concentrata nella prima giornata: due ore di microfono aperto, nelle quali chiunque lo desideri potrà avere a disposizione cinque minuti per leggere un brano della propria autobiografia, di un diario, di una lettera.

La serata è dedicata all’Argentina con la proiezione del film Dancing with Maria, di Ivan Gergolet, che sarà presente. Il film racconta la vita, la storia, l’ispirazione della danzatrice argentina Maria Fux, oggi novantatreenne. L’evento è organizzato in collaborazione con il Gruppo Danzaterapia di Anghiari metodo Maria Fux, e la visione del film sarà preceduta da un flash mob di danza.
Si prosegue il venerdì con l’approfondimento al mattino sulle memorie di comunità, con la presentazione di alcune raccolte di storie di vita, attivate presso la casa di accoglienza “Iannacci” di via Ortles a Milano, a Roma, all’Istituto sant’Alessio, in ospedale a Brescia e presso il quartiere Zindis di Muggia, in provincia di Trieste.

A seguire un intervento sui luoghi della memoria e il valore della scrittura e del racconto di sé come forma di emancipazione: saranno presenti Antonio Damasco, direttore della Rete Italiana di cultura popolare, Natalia Cangi, direttrice dell’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, insieme al vincitore del Premio Pieve 2012, Castrenze Chimento, la cui storia afferma il valore della scrittura di sé. Infatti, nel 2008, Castrenze a settantatré anni decide di iscriversi alla scuola media per poter imparare a scrivere meglio con l’obiettivo di redigere la sua autobiografia, con lui sarà presente Patrizia Tommassino, la sua insegnante. Infine, Caterina Benelli ripercorrerà la storia e il valore maieutico della memoria nel lavoro di Danilo Dolci.

sito Libera Università dell'Autobiografia

Il pomeriggio del venerdì si apre con una breve presentazione de L’abito si racconta, una mostra in collaborazione con lo studio Moda Rossella Fashion di Sansepolcro, allestita nella saletta del Pulpito, in Teatro.

Momento importante del Festival è la premiazione del Premio Città dell’Autobiografia 2015, Sezione Studi e ricerche: i dieci finalisti, Sandro Bozzolo, Daniele Balzano, Marianna Capo, Heidrun Demo, Ilaria D’Onofrio, Isabella Gallo, Silvia Gatti, Veronica Muscio, Cinzia Pandolfi, Francesca Scarselli, presenteranno i loro studi e verrà poi comunicato il vincitore, scelto dalla commissione, presieduta da Duccio Demetrio, diretta da Caterina Benelli e formata da Federico Batini (Università degli Studi di Perugia), Caterina Benelli (Università degli studi di Messina), Benedetta Centovalli (Giunti Editore), Antonio Damasco (Rete Italiana di Cultura popolare), Nicola Maranesi (Fondazione Archivio Diaristico Nazionale), Giuliana Nuvoli (Università degli Studi di Milano), Maura Striano (Università degli Studi di Napoli “Federico II”). All’interno della sezione sarà presentato il testo Il privato è politico. Narrazione autobiografica e formazione, di Silvia Nanni, finalista nel 2014.

A seguire la filosofa Maria Giovanna Farina discorrerà d’amore insieme a Stefania Bolletti, mentre a chiudere il pomeriggio in teatro sarà l’attore Carlo Gabardini, che nel testo Fossi in te io insisterei. Lettere a mio padre sulla vita ancora da vivere, una lunga lettera dedicata al padre, molto amato, un racconto intimo, coraggioso, ironico e struggente, rispetto al quale l’autore dichiara «il comingout non è un’esclusiva degli omosessuali, ma di tutti. Perché “venir fuori”, mostrarsi per chi si è realmente, urlare cosa si desidera per la propria esistenza, non concerne solo la sfera sessuale, riguarda il nostro senso di stare al mondo”. 
La chiusura del pomeriggio in teatro sarà dedicata a Don Andrea Gallo, Giorgio Macario con Domenico ‘Megu’ Chionetti, Viviana Correddu, autrice de Il Gallo siamo noi e Letizia Pittalis, racconteranno la straordinaria quotidianità della Comunità di San Benedetto al Porto.

Uscendo dal teatro ci si sposterà nei caffè del centro storico di Anghiari per gli Aperitivi con le storie, momenti di confronto e incontro con autore, quelli di venerdì sono dedicati a Storie di scritture nate da concorsi, presentati da Ilaria Caprioglio e Adriana Barbolini, Storie di incontri tra autobiografia e poesia, nel quale sarà presente la poetessa Paola Ballerini, Storie di famiglia, con Tiziana Rossetto e Paola Salvador.

Il venerdì sera sarà dedicato alla relazione tra autobiografia e musica, presso il caffè dello Sport, con la presentazione dell’autobiografia del jazzista Gaetano Liguori, Confesso che ho suonato, a cui seguirà la prima nazionale del video di Giovanna Cicciari e Michele Corgnoli che racconta il progetto 6 pezzi facili, per chiudere un dj-set autobiografico, all’ascolto di musica e ricordi, Canzoni per raccontarsi con canzoni scelte dal pubblico che parteciperà e che avrà indicato la sua canzone, o il suo ‘pezzo facile’ se preferiamo, in precedenza e avrà scritto perché quello è il suo pezzo facile.

Sabato apre con alcuni approfondimenti teorici, legati alle pratiche autobiografiche in carcere, con i ragazzi del carcere di Opera, già presenti con le loro scritture e le loro storie nei passati festival, coordinati da Barbara Rossi, e due esperienze condotte da collaboratrici territoriali della LUA, l’altro approfondimento sarà invece legato ad Autobiografia e psichiatria, con la presenza del Dott. Tibaldi, responsabile del centro di salute mentale di Barriera (Milano) e ideatore del concorso Storie di guarigione,del Dott. Cesari direttore del Dipartimento di salute Mentale della ASL8 di Arezzo e Marisa Moreschini, amica di vecchia data della Libera Università dell’Autobiografia, medico, Marisa dal 1975 si è dedicata alla cura dei disagi derivanti da malattie mentali e traumi, presenterà Il mistero di un abbraccio, un libro nel quale riporta i casi clinici più significativi e le note personali derivanti dalla sua esperienza.

Cultura e narrazione è invece il tema della lectio magistralis di Jens Brockmeier, docente dell’Università Americana di Parigi, e della Libera Università di Berlino, alla quale seguirà una tavola rotonda con alcuni docenti che da tempo si occupano del valore formativo della narrazione: Duccio Demetrio, Gianluca Barbieri, Fabrizio Scrivano, Giuseppe Tibaldi, Federico Batini e lo stesso Brockmeier.

Nel 2015, per la prima volta, la Libera università dell’Autobiografia ha realizzato un progetto in collaborazione con la Fondazione Fossoli, Anna Maria Pedretti e Gianna Niccolai hanno seguito i ragazzi partecipanti al viaggio ad Auschwitz che ogni anno la fondazione organizza, guidandoli in un percorso autobiografico dal titolo “Dare spessore allo sguardo”. Saranno loro, insieme a Marzia Luppi, presidente della Fondazione e ai ragazzi a raccontarci questa esperienza, in apertura del sabato pomeriggio in teatro.

Dopo questo racconto, ci addentreremo piano piano nelle memorie e nelle scritture d’infanzia, grazie al contributo del Circolo di Scrittura autobiografica a distanza e del percorso che hanno realizzato sulla figura delle nonne e, a seguire, il pubblico potrà entrare nel vivo della storia di Leo Lionni, grazie a Francesco Cappa e Martino Negrei, curatori di Tra i miei mondi. Un’autobiografia, il racconto, gioioso e amaro, commovente e ironico, di una vita lunga e affascinante. Pubblicato negli Stati Uniti nel 1997, due anni prima della scomparsa del celebre grafico e scrittore per l’infanzia, il testo è anche un viaggio nella storia della cultura occidentale del XX secolo.

Subito dopo il conferimento del Premio Città dell’Autobiografia all’attore Giuseppe Cederna. 

Cederna, conosciuto ai più per le sue interpretazioni da Mediterraneo alla partecipazione a varie fiction e che sta portando in giro per i teatri d’Italia uno spettacolo sulla Grande Guerra (L’ultima estate dell’Europa), è allo stesso tempo un cercatore di storie e un autobiografo, che ha narrato le sue esperienze di viaggio ne Il grande viaggio, esperienze che lo hanno particolarmente cambiato, e che lo hanno portato a quindici anni di viaggie esplorazioni tra India e Nepal.
Lasciando il teatro, il pubblico potrà spostarsi verso P.za Mameli, nel centro storico, per poter ascoltare il poeta Stefano Raimondi in Monologhi slabbrati- Piccole prose poetiche ispirate a casi di cronaca ed esperienze realmente accadute, dove le voci di donne abusate e costrette ad un annientamento subìto, fanno trasparire il loro disagio e la loro disperazione.
Alle 18.30 ancora Aperitivi con le storie: in Storie di cura Laura Mazzeri racconterà la sua esperienza di trapianto, narrata nel testo Tra due vite.L’attesa, il trapianto, il ritorno e Laura Baldassini, invece, quella di figlia che assiste la madre, malata di Alzheimer in Mi porti a casa?; ancora Storie di diverse abilità, con due diverse esperienze, un, curata da Silvia Volpi,realizzata ad Arezzo, presso l’Istituto di riabilitazione Madre della Divina Provvidenza, raccontata nel testo Cuori in ombra. Scrivere per farsi capire e l’altra esperienza di genitori di atleti partecipanti agli Olympic Games, infine, Storie di famiglia, che vede presente due autori, Massimo Bocchiola, con Il treno dell’Assedio, nel quale narra della storia del padre e Gabriele Scaramuzza, In fondo al giardino, un libro di memorie sparse, all’infanzia a Inzago, o Insàch nell’idioma locale, città di origine della famiglia.

Alle 21.15 appuntamento con Giuseppe Cederna in Teatro, per una conferenza spettacolo, ideata per il Festival dell’Autobiografia, dal titolo Di viaggi e di respiri.

La domenica mattina è dedicata a due temi, ancora il carcere, con la presentazione di due autobiografie, quella di Alfredo Visconti, Il barone rompente, (ed. La Meridiana) e quella di Giuseppe Catalano, Radici Violate, insieme a loor la presentazione del testo curato da Susanna Ronconi e Grazia Zuffa, Recluse. Lo sguardo della differenza femminile sul carcere.

La chiusura del Festival è totalmente dedicata al nuovo progetto formativo della Libera Università dell’Autobiografia: Ecologia Narrativa.

Sarà presentato il testo, curato da Gilberto Bettinelli, Biografie Verdi, uno dei frutti della prima edizione della Scuola di ecologia Narrativa, che raccoglie storie di persone amanti della Terra e della Valtiberina in particolare e sarà raccontata l’esperienza di un percorso sull’ecologia narrativa pensato e realizzato con guide ambientali.

All’esterno del teatro Piero Burzi, il “cercatore di legni”, presenta L’arte della natura, istallazione di opere realizzate interamente dalla natura: legni particolari, plasmati dall’acqua e dalle intemperie, con forme realistiche, di piante, di uomini e di animali.

Gli ultimi due interventi accompagneranno il pubblico nelle pieghe delle pagine della Green Autobiography di Duccio Demetrio, fino a volare con Gianumberto Accinelli e il suo La meravigliosa vita delle farfalle. Come nascono, come si trasformano, cosa possiamo imparare dagli insetti più belli della terra.

Chiuderà a fine mattinata di domenica 6 settembre questo festival ricco e denso di appuntamenti, di storie, di narrazione, di autobiografia. Appuntamento ad Anghiari, dunque, per i primi di Settembre.

È possibile iscriversi al Festival on line.

Ti invitiamo a scaricare la Presentazione narrativa del Festival dell’Autobiografia 2015 scritta da Giorgio Macario.

Libri di Duccio Demetrio

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