Francesca Pezzin canterà all'Ariston

Francesca Pezzin da 6 anni coordina l’area minori della cooperativa Margherita, senza però smettere di coltivare la sua grande passione per il canto. In novembre sarà sul palco dell’Ariston di Sanremo. Ecco la sua storia.

Francesca Pezzin, una voce da brivido, narra di sé e della sua passione per la musica ed il canto.

Ho 37 anni, mi sento di Sandrigo anche se vivo a Monticello Conte Otto da quando mi sono sposata 9 anni fa, laureata in scienze pedagogiche, ho lavorato quasi 9 anni in comunità minori, esperienza dura ma molto formativa, ora lavoro in cooperativa Margherita dove, da circa 6 anni, coordino l’area minori.

Ho 2 bambine di 5 e 3 anni e una vita molto piena. La musica è sempre stata la mia passione, che arriva soprattutto dalla famiglia di mia mamma. È una caratteristica di famiglia, mi ricordo che le cene finivano sempre con la parte musicale: canto e ballo c’erano sempre.

Ho iniziato con i cori parrocchiali, poi quando facevo le superiori ho iniziato a frequentare corsi privati e lì mi sono appassionata sempre di più. Ho avuto qualche gruppo, ho fatto qualche concorso perché mi piace anche mettermi alla prova, mi diverte, non perché l’ambizione sia una cosa che mi importa, ma è un’esperienza che condivido anche con la mia famiglia: marito e figlie vengono a vedermi e questo mi diverte. Stare sul palco con le persone davanti che ti guardano ti dà un’adrenalina particolare.

Ho partecipato al concorso di Bolzano Vicentino, “Fiumi di musica” e sono arrivata prima: il premio consisteva nell’andare a cantare il 9 novembre a Sanremo, al Teatro Ariston, al festival delle grandi orchestre. Ho sempre desiderato di vedere il teatro Ariston e pensare anche di cantare sul palco… Sono carica per questa cosa. Presenterò il pezzo con cui ho vinto a Bolzano Vicentino “Adagio” di Lara Fabian.

Per me la musica è liberatoria, riesce a farti sfogare le tante cose accumulate nella quotidianità. Nei momenti in cui canto mi libero molto, è una passione grande che ho sempre pensato di coltivare, ma senza ambizione, nel senso che non ho mai pensato di diventare una cantante pop o popolare o famosa, queste cose non mi sono mai interessate.

Anche i concorsi non li faccio in quell’ottica, ma perché mi dà soddisfazione, mi fa sentire emozioni e vedo anche l’emozione che riesco a creare nelle persone e questo mi torna alla grande.

Quindi secondo me la musica è un mezzo davvero potente. Seguo cantanti di musica leggera come Giorgia, Elisa, tante italiane, ma mi piace cantare anche musica inglese. Ho fatto generi diversi, canzoni d’autore, perché mi piace molto sperimentare ed ho provato anche canzoni maschili. Non sono mai riuscita a coltivare la musica da un punto di vista culturale, l’ho vissuta come una passione, che però ha sicuramente margine di crescita; avrei potuto investirci anche di più, ma mi è sempre piaciuto tenerla come passione, e passione è rimasta: una cosa che non mi creasse un impegno. A casa faccio grandi cantate, anche in macchina canto tanto e anche alle mie figlie, soprattutto la più piccola.

Un altro filone è quello dei matrimoni: con mio marito Giovanni, che suona la chitarra, abbiamo fatto quasi 150 cerimonie anche se è una passione più mia che di mio marito. Non è mai stata un’attività, ma è sempre stata così ed è andata avanti così, amici e passaparola. Ora lo faccio pochissimo perché con le bambine l’impegno è diverso. Un’esperienza che mi è piaciuto tantissimo, è stato essere accompagnata nel cantare dal piano o dal violino, mi piace di più la musica un po’ intima rispetto a quella della band, la sento più mia.

Se dovessi fare qualche uscita penso che farei un duo con il piano. Mi piacerebbe ritornare a studiare canto, penso che anche la cantante più perfetta abbia sempre da attingere da qualcuno che ti dà qualcosa anche a livello di tecnica. Se avessi un po’ di tempo per me ho sempre detto che non andrei in palestra, ma a cantare. Con nessuna ambizione di fare chissà che, ma per me.

Qui sotto Francesca in un video del 2016 in cui interpreta “All by myself”, Cover della versione di Celine Dion.

Rielaborazione dell’articolo pubblicato nel settimanale Schio&ThieneWeek il 20.10.2018

(Visite 2 totali, 1 visite oggi)
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.