Gaslighting

Gaslighting: una forma di abuso psichico sottile, difficile da riconoscere, ma molto grave che ha lo scopo di far impazzire la vittima, mettendo in dubbio tutto quello che dice e fa, come si può vedere dalle citazioni nell’immagine di copertina.

Gaslighting è una parola che deriva dall’inglese gaslight cioé luci a gas.  Questo è il titolo di un famoso film del 1944, intitolato appunto Gaslight, che racconta il tentativo di un uomo di far impazzire la moglie per appropriarsi dei suoi gioielli. Per ottenere il suo scopo, egli sposta mobili e quadri, alza e abbassa le luci a gas, cammina in mansarda (dove non dovrebbe esserci nessuno), portando la moglie (Ingrid Bergman) a dubitare delle sue percezioni. Qui sotto uno spezzone del film.

 

Come ho scritto più sopra, il gaslighting è una gravissima forma di abuso psicologico, emotivo e fisico perpetrato per convincere la vittima che i suoi pensieri sono distorti e per persuaderla che quelli corretti sono quelli dell’abusante. È una forma di abuso gravissimo in quanto la vittima arriva davvero a credere di essere pazza. La sua autostima (che era già bassa) crolla, diventa confusa, ansiosa, depressa e, alla fine, totalmente dipendente dal suo abusante che la controlla completamente. Egli cerca anche di isolarla, svalutandola agli occhi degli altri (dicendo loro che è strana, confusa, piena di incertezze e un po’ paranoica perché crede che lui sia una minaccia per lei), facendola passare per una che si inventa le cose, un’isterica. Il gaslighter arriva al punto da rovesciare completamente la situazione accusando la vittima di essere lei l’abusante.

Oltre alle frasi che trovate in copertina, ne trascrivo altre qui sotto:

È tutto nella tua testa; Ti immagini le cose; Te la prendi per nulla; Vedi cose che non esistono; Smettila con queste false accuse; Sei pazza; C’è sempre qualcosa che non va con te; Hai bisogno di aiuto; Sei la regina dei drammi; Mi tratti come una m****; Non piaci a nessuno; Ma come ti vesti?; Sei troppo grassa/magra; Non ho tempo per i tuoi giochi; Sei bipolare; Torna quando non avrai più intenzione di farmi perdere tempo; Tutto quello che devi fare è ascoltare i miei consigli; Non hai idea di quello di cui stai parlando; Sei stanca?; Non essere così permalosa!; Non devi sentirti così!; Guarda che ti ricordi male! (come sempre); Questo non è mai successo, ti inventi le cose; Ma stai bene? Mi sto preoccupando per te perché dici cose strane.  E così via.

Questo tipo di abuso è frequente in una coppia, soprattutto da parte del partner di sesso maschile. Può esserci gaslighting, però, anche da parte di genitori, familiari, amici, datori di lavoro, e così via.

Chi si accorge di essere vittima di gaslighting, deve cercare l’aiuto di un professionista, perché è fondamentale per spezzare questo legame tossico; serve poi un bel gruppo di amici con cui parlare liberamente; è importante fare cose che aiutino il benessere personale e, soprattutto, non stare da soli a rimuginare. Più sotto potrete trovare anche il video di una terapista che parla del gaslighting, lo spiega e fornisce alcuni utili consigli.

 

È importante diventare persone resilienti e autosufficienti con abbastanza amore, cura ed attenzione per se stessi. Ciò non vuol dire essere egoisti, ma consapevoli di essere persone uniche che hanno bisogno di essere trattate bene. Fra l’altro questo è l’unico modo per poter amare davvero gli altri. È anche quello che Gesù ha detto nel Vangelo con la frase: “Ama il prossimo tuo come te stesso”: non ha detto “Più di te stesso”, ma come te stesso. E quindi vogliatevi bene.

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