migrazione, Maghreb, Giornata dei Migranti

Il 18 dicembre 1990, l’ONU ha adottato la “Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle loro Famiglie”; per questo motivo, ha proclamato il 18 dicembre “Giornata Internazionale dei Migranti”, data che assume un particolare significato specialmente nelle aree, come quella vicentina, in cui la comunità “ospite” è rilevante numericamente, socialmente e culturalmente e appena ieri ha ricevuto una testimonianza di solidarietà in occasione della manifestazione contro il razzismo.

La convenzione Onu, che finora è stata sottoscritta e ratificata soltanto da uno sparuto numero di Paesi non europei, guarda ai migranti come entità sociali portatrici di diritti in quanto persone, e non semplice forza lavoro; fornisce una definizione valida a livello internazionale del lavoratore migrante, stabilendo che i diritti umani fondamentali vanno estesi anche agli irregolari; chiarisce quali siano gli standard internazionali minimi di protezione.

Questa giornata è sicuramente una preziosa occasione per riflettere sulla situazione delle migrazioni a livello globale e non solo locale. Troppo spesso infatti dimentichiamo che le migrazioni sono un fenomeno che interessa tutti i Paesi del mondo. Le stime parlano di un migrante ogni 35 persone (214 milioni di migranti internazionali). Nel solo 2011, 175 milioni di persone hanno inviato nel loro Paese d’origine  404 miliardi di dollari di rimesse.

Alcuni dati:

Per quanto riguarda l’Italia gli studi più recenti di Caritas-Migrantes e Fondazione Ismu, sono concordi nell’affermare che stiamo assistendo a “una forte caduta del livello di crescita della presenza straniera in Italia con una riduzione che raggiunge l’86% rispetto a quanto registrato lo scorso anno”. Complice la crisi, sono sempre meno i migranti che arrivano in Italia. Anche la presenza degli irregolari risulta in forte calo rispetto allo scorso anno. A gennaio 2011 la presenza di migranti si attestava su 5,4 milioni di unità (compresa la stima di 443.000 irregolari). Il calo nelle presenze è confermato anche dalla Caritas: non sono stati rinnovati ben 684.413 permessi (2/3 per lavoro e 1/3 per famiglia); chi ha difficoltà economiche, inoltre, manda la famiglia al Paese, in modo da continuare a lavorare con meno spese.

Di converso il radicamento di chi si trova in Italia è in costante aumento, crescono le iscrizioni all’anagrafe, i matrimoni misti, e il numero di studenti stranieri nati in Italia; nel 2010/11 essi sono il 42,1% dei 711.064 alunni con cittadinanza non italiana, per un totale di 299.565 presenze. Se in Italia vigesse lo jus soli come negli altri Paesi europei, il numero di cittadini stranieri sarebbe inferiore di 300.000 unità.

Immigrazione e media:

Non c’è dubbio che i media contribuiscano in modo determinante a costruire l’immagine della migrazione in un Paese. Basti pensare agli ultimi tristissimi eventi che hanno scosso l’Italia.

Per dare ai giornalisti uno strumento deontologico in più, è stata emanata la Carta di Roma, che stabilisce quale sia l’atteggiamento da adottare nel raccontare di migrazioni e migranti.

Il 16 dicembre, per dare piena attuazione alla Carta, si è costituita l’associazione omonima, con lo scopo di “Garantire il rispetto delle minoranze, la correttezza dell’informazione e il superamento degli stereotipi”.

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