greta-thunberg, sciopero mondiale

Greta Thunberg è la giovanissima attivista svedese che, dallo scorso agosto, ha iniziato uno sciopero ad oltranza perché si faccia qualcosa a favore dell’ambiente. Come nella fiaba I vestiti nuovi dell’imperatore, ci voleva una ragazzina per far vergognare di sé gli adulti, scoprendone le colpe e mettendo i politici davanti alla realtà di Non aver fatto i compiti.

Lo sciopero di Greta Thunberg ha attirato l’attenzione della stampa e dei media che ne stanno parlando in tutto il mondo. Contemporaneamente, i giovani stanno seguendo il suo esempio, scioperando il venerdì in molte città del mondo. Ed il prossimo 15 marzo, ci sarà la sciopero mondiale per il clima, il GlobalClimateStrike a cui tutti sono invitati a partecipare. Quando avevo la sua età e si parlava ancora di raccolta differenziata, lampadine a bassa intensità, risparmio riciclo e riuso, eravamo tacciati da catastrofisti. Ora le cose sembra stiano cambiando e, forse, siamo ancora in tempo.

Qui sotto trovate il video dell’intervento di Greta nella sede dell’Europarlamento.

 

 

Greta è affetta da Sindrome di Asperger (lo dice lei stessa nell’intervento ai TedTalks che trovate qui sotto) e mutismo elettivo e nel suo intervento spiega che quelli come lei parlano solo se è indispensabile, “e adesso lo è“. Questo me la rende ancora più cara e provo un’ammirazione sconfinata per i suoi genitori che le permettono di portare avanti in modo così determinato ciò in cui crede.

 

La rapidità con cui si è diffusa la sua presenza sui social, mi ha fatto pensare a due cose: la prima è l’effetto farfalla, cioè quel fenomeno per cui ogni nostra azione ha delle conseguenze precise. Mi piace pensare che l’entusiasmo e la capacità di Greta di sferzare adulti e politici, abbia un effetto positivo che si diffonde a macchia d’olio. La seconda è la cosiddetta teoria della centesima scimmia. C’è chi dice che non sia affatto una teoria scientifica, ma per me qui importa quello che è successo. La teoria dice che un gruppo di scimmie imparava con fatica da altre scimmie a lavare la sabbia dalle patate; ad un certo punto, quando 99 scimmie avevano imparato a lavare le patate, tutte le altre scimmie, anche se vivevano in altre parti nel mondo, sapevano lavare le patate senza più bisogno che la scimmia anziana glielo spiegasse. Ecco, voglio pensare che, finalmente, abbiamo raggiunto la massa critica necessaria per cominciare davvero ad agire e fare qualcosa di concreto per salvare il Pianeta, perché, come dice il logo dello sciopero che riprende una frase di Greta:

there is no PLANet B

cioè non c’è un Pianeta B, e neppure un piano B.

Fridays For Future Vicenza scrive:

Verso il 15 Marzo, Climate Strike Globale.
Scriviamo questo comunicato per fare chiarezza sulla giornata del 15 Marzo che, oltre alla grande partecipazione studentesca, sta vedendo l’adesione di molte associazioni e comitati del nostro territorio. Sarà una grande marcia, aperta e plurale che vedrà anche la partecipazione di moltissim* tra coloro che in questi anni si sono battut* per la salvaguardia dei beni comuni e dell’ambiente.
La nostra regione è stata in questi anni martoriata da grandi opere, cementificazione selvaggia, inquinamento dell’aria e dell’acqua. Lo scempio della Pedemontana Veneta come l’inquinamento dell’acqua da Pfas testimoniano, insieme a tanti altri casi dannosi, il disinteresse della classe politica e della classe economica di questi territori alle questioni della giustizia ambientale. Parlare di crisi climatica vuol dire, per il movimento globale che si sta dando in tutto il mondo, mettere prima di tutto al centro il rapporto tra ambiente e beni comuni, ponendo una critica radicale al modello di sviluppo in cui viviamo che ci sta conducendo verso la catastrofe. Il rapporto tra scala globale dei problemi non è sconnesso dalla salvaguardia dei territori come dai comportamenti individuali. #Caripolitici Non abbiamo potuto fare a meno di notare l’interesse espresso da parte del Partito Democratico, Zingaretti ha addirittura dedicato la sua vittoria a Greta Thunberg o di altri esponenti politici che, pur avendo ruoli di governo centrale o territoriale vorrebbero accreditarsi come parte di questo movimento per la difesa del clima. Come scritto da Friday for Future Italia la settimana scorsa vi diciamo: “Ci avete deluso in passato e temiamo che continuerete a deluderci anche in futuro, abbiamo cominciato a muoverci e non ci fermeremo più.” Per questo vogliamo evitare ambiguità e fare immediatamente chiarezza sulla piattaforma della giornata, partendo dal fatto che esprimerà assoluta contrarietà a qualsiasi tipo di grande opera inutile ed imposta sui territori. Siamo quindi a fianco di chi si oppone al Tav come alla Pedemontana Veneta, siamo con chi è colpit* dall’inquinamento da Pfas come con chi lotta contro la presenza delle installazioni militari. Siamo quindi per partire innanzitutto dal nostro piccolo per invertire la rotta.
Per salvare il clima abbiamo bisogno di soluzioni coraggiose e radicali, di una solo grande opera: la riconversione ecologica e la fine della dittatura dello sviluppo e del profitto ad ogni costo. Chi pensa di continuare a predicare lo sviluppo a tutti i costi non accetta che abbiamo solo 12 anni per un cambio radicale del nostro sistema economico. Invece è proprio ciò che serve! Abbiamo bisogno di ripensare al rapporto tra di noi, ma anche con la natura, gli animali e il pianeta.
Abbiamo scelto di non delegare più il nostro futuro, di non lasciarlo a coloro che parlano dell’ambiente senza fare scelte concrete e decisive. Quindi #Caripolitici se volete venire in piazza con noi pensateci bene, perché sempre per citare FFF Italia: “Pretendiamo di essere sostenut* con azioni concrete, il tempo è scaduto per parlare senza agire, o vi prenderete la responsabilità di risolvere la crisi climatica o dovrete dimettervi.”

A quanto scritto dagli studenti aggiungo soltanto che in questi giorni Vicenza risulta più inquinata di Shanghai e che ha già superato il limite annuale massimo di sforamenti permessi sulle emissioni da Pm10.

Buono sciopero a tutti e tutte.

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