Pacchetto sicurezza, ddl sicurezza, Giurisprudenza censura pacchetto sicurezza

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge 125/2008 art. 6 c. 4, nella parte in cui è previsto che i sindaci possano adottare provvedimenti “anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. La legge prosegue dando ai sindaci la possibilità di multare i contravventori.

La sentenza della Corte Costituzionale, sottolinea che “nel prevedere un potere di ordinanza dei sindaci, quali ufficiali del Governo, non limitato ai casi contingibili e urgenti”, la legge sopra citata “viola la riserva di legge relativa”. Cioè i sindaci non possono fare ordinanze che non siano urgenti e di breve durata (vietare di bere l’acqua pubblica perché inquinata; vietare il transito in una determinata via a causa di una manifestazione, ecc.), il resto spetta al parlamento.
Il pacchetto sicurezza, inoltre, viola l’art. 3 della Costituzione (uguaglianza dei cittadini davanti alla legge) in quanto non garantisce l’imparzialità della pubblica amministrazione (in questo caso, il sindaco)  dotata di poteri amplissimi proprio dalla legge 125.
E di ordinanze creative se n’erano viste parecchie, in questi ultimi anni. Speriamo che, grazie l’intervento di “Razzismo Stop” (l’associazione che per prima ha sollevato il problema), si torni a un minimo di normalità anche nei nostri comuni.
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