Immigrazione: governarla anziché subirla

Da parecchio non mi soffermo a scrivere di immigrazione: governarla anziché subirla, ho scritto nel titolo. Non c’è però nessuna intenzione di governarla. Si vuole piuttosto continuare ad usarla come uno strumento di manipolazione delle persone, fornendo dati distorti e parziali, fomentando odio ed aumentando la paura dell’Altro.

Provo a mettere in fila alcuni fatti:

  1. il ministro dell’interno Minniti, a nome del governo, ha comunicato che si intende aprire nuovi Centri di identificazione ed Espulsione (CIE), fino ad averne in ogni regione d’Italia. Dopo che sono stati chiusi in quanto fallimentari, costosi e fondamentalmente inutili, li si vuole riaprire. Interessante notare che il ministro li ha presentati così:

I nuovi Cie non avranno nulla a che fare con quelli del passato. Punto. Non c’entrano nulla perché hanno un’altra finalità, non c’entrano con l’accoglienza ma con coloro che devono essere espulsi – ha detto Minniti – La mia idea è di parlare di piccoli numeri, che ci sia una governance trasparente e che ci sia un potere esterno di controllo per quanto riguarda le condizioni di vita all’interno”

Devo dire che è piuttosto sconfortante sentire il ministro dell’interno confondere i CIE con le varie tipologie di centri di Accoglienza per richiedenti Asilo, ordinari o straordinari che siano. I Cie, e lo dice il nome, hanno sempre avuto la funzione di trattenimento per l’identificazione prima dell’espulsione.

2. Si vogliono siglare nuovi accordi con la Libia (con quale governo non è dato sapere), finalizzati al rimpatrio degli irregolari, dimentichi probabilmente delle ripetute condanne della Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) e, ultima in ordine di tempo, della Corte di Giustizia sul trattenimento negli Hotspot. Abbiamo addirittura aperto l’ambasciata a Tripoli, primi fra tutti i Paesi UE.

3. Si vuole modificare la legislazione sull’asilo, rendendola più “veloce”. L’intenzione infatti è quella di togliere un grado di giudizio e, in caso di ricorso, proseguire senza che lo straniero presenzi in aula. Per capire come funzionano i CAS (Centri Accoglienza Straordinaria), affidate dalle prefetture a cooperative che partecipano ad appositi bandi, guardate il video con l’intervista all’avvocato, Marco Paggi dell’Asgi (Ass. per gli studi sull’immigrazione) che spiega la situazione gravosa che si è venuta a creare. A Cona (Ve), di cui tanto si è parlato in seguito alla morte dell’ivoriana Sandrine. Il Centro, che “ospita” 1400 persone, è gestito dalla Cooperativa Ecofficina,  sotto inchiesta già da tempo.

 

Per sentire un altro parere di chi sa di cosa parla, vi invito inoltre ad ascoltare l’intervista a Gianfranco Schiavone, socio Asgi, che spiega i motivi per cui l’accoglienza dei profughi, così com’è strutturata, non funziona.

Vi invito infine a leggere questo articolo de L’Eco Vicentino contenente i dati aggiornati sulla percentuale dell’accoglimento delle domande di asilo in provincia di Vicenza. E andrà sempre peggio, finché ci saranno persone come il sindaco di Vicenza che dice ai profughi che L’Italia non è il paese dei balocchi.

E pensare che l’Asgi aveva presentato molti anni fa una proposta sensata che sarebbe potuta servire appunto per governare l’immigrazione, anziché subirla…

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