smontiamo bufale, profughi, Lampedusa impedisce sbarchi

 

L’immigrazione è un argomento estremamente controverso nel dibattito pubblico. È un tema che conosco molto bene fin dalla metà degli anni ’80. Ho lavorato al lungo negli sportelli immigrazione del vicentino ed ho anche scritto le mie esperienze in questo libro; ho poi contribuito a raccogliere, su richiesta della Caritas di Vittorio Veneto, le storie di vita di alcuni migranti fuggiti dalla Libia affiancando nel lavoro le volontarie dell’associazione Medi@età. Ho continuato a scrivere articoli e aggiornamenti legislativi, a raccogliere le storie delle persone nel blog e per riviste online.

Qui troverete tante follie legislative, alcune dimenticate a causa del passare del tempo – ma non per questo meno gravi – altre ancora in vigore e poi quelle nuove di zecca, inventate ad arte per rendere la vita il più difficile e complicata possibile a chi vuole solo lavorare onestamente per poter vivere onestamente e mantenere la famiglia.

Potrete trovare le differenze che passano fra essere immigrato che lavora e richiedente asilo, potrete leggere l’orrore dei Centri di Identificazione ed Espulsione, l’assurdità delle leggi sulla cittadinanza italiana, la totale follia della burocrazia, l’assordante silenzio delle istituzioni europee davanti ai troppi morti nel nostro Mediterraneo – il mare-cimitero, ma anche, sentirete, l’urlo silenzioso dei tanti che chiedono di arrivare e non ce la fanno o sono lasciati in mezzo al mare ad aspettare non si sa perché, non si sa cosa.

Leggerete, infine, dei tanti che lavorano ogni giorno perché tutto questo possa cambiare, perché le leggi diventino migliori, perché il clima nel nostro Paese cambi e si superino finalmente l’odio per “l’altro” e la paura verso chi non è come noi per rendersi conto che siamo tutti, semplicemente, umani.

Maroni ci riprova, Ulteriore accordo Italia-Libia, Idee politiche di ieri e di oggi, ministro Maroni

Sandrigo, li 13.05.2009

Signor Ministro Maroni,
la sua scelta di rimandare indietro (ma sarebbe più giusto dire “deportare”) i barconi carichi di immigrati colpevoli soltanto di fuggire dal posto sbagliato in cui hanno avuto la sfortuna di nascere – posto dove spesso è in atto una guerra, magari alimentata da noi ricchi occidentali tramite la vendita di armi – è davvero un “fatto storico” come lei l’ha definito.

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Vergogna di Stato, Italia Libia

Vergogna di Stato: l’Italia deporta in Libia 227 migranti fra cui 40 donne. Violate la Costituzione e la convenzione di Ginevra.

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