Sprar a Sandrigo, norvegesi e bacalà

Come avevo anticipato, il 2 ottobre la biblioteca di Sandrigo ha ospitato un incontro in cui si è dibattuto della situazione dei richiedenti protezione internazionale, e della possibilità che il comune di Sandrigo entri nella Rete Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Più sotto un breve riassunto dell’incontro e alcune considerazioni.

Come si è svolta la serata

Dopo un’introduzione del dottor Carlino Dagli Orti, membro Cuamm-Medici con l’Africa, ha relazionato il dottor Putoto, responsabile programmazione dell’associazione. La sua relazione si è focalizzata sulla situazione dell’Uganda, il paese con i più alto numero di rifugiati al mondo. Putoto ha spiegato che, nell’ultimo anno, sono arrivati in Uganda più di un milione di sud-sudanesi fuggiti dal conflitto in atto nel loro paese: il doppio di tutti i profughi sbarcati nel Mediterraneo nell’ultimo anno. L’Uganda ha una superficie di 241.038 km² e si trova al 163° posto, su un totale di 188 paesi, per quanto riguarda l’Indice di Sviluppo Umano-ISU. L’Italia, invece, ha una superficie di 301.340 km² e si trova al 25° posto per quanto riguarda l’ISU. Ancora, in Uganda l’età media è di 15 anni, contro i 44 della nostra vecchia Italia. Nonostante tutto questo, il governo ugandese ha adottato una politica di massima apertura nei confronti dei rifugiati.

Secondo il dottor Putoto è fondamentale che ci sia solidarietà

  • fra sani e malati
  • abbienti e non abbienti
  • a livello intergenerazionale.

Inoltre, egli sostiene che il fenomeno migratorio si può contenere anche attraverso un’attenta politica sanitaria e non solo in stretto contatto con le istituzioni locali e la popolazione.

Fondamentale diventa poi una scrupolosa valutazione dei risultati perché, dove i soldi sono pochi e arrivano da donazioni, diventa imprescindibile utilizzarli al meglio, spendendo il meno possibile.

Don Giovanni Sandonà, attuale parroco dell’Unità Pastorale di Sandrigo ed ex direttore Caritas del Triveneto,  ha fatto diverse domande per stimolare riflessione nei presenti. Ecco le principali:

  • Cosa si sta facendo per rafforzare la democrazia in Africa? La politica è la prima responsabile.
  • Perché non è stato fatto ancora nulla per dare un’etica  politica alla finanza?
  • Perché le decisioni dell’ONU contemplano ancora il diritto di veto? Per un’assemblea che dovrebbe portare la Pace nel mondo, questa è una contraddizione enorme, in quanto è legata al risultato della seconda guerra mondiale (i paesi che hanno diritto di veto sono i paesi vincitori).
  • Perché l’Italia non fa più figli?

Don Giovanni ha citato le nostre paure come molla che ci rende incapaci di pensare al futuro dei figli. A differenza di quello che accadeva alle generazioni precedenti, noi non siamo in grado di rispondere alla domanda: “Come immagino la vita di mio figlio fra trent’anni?”.

Questo rende i migranti un comodo capro espiatorio, mentre è necessario assumersi la responsabilità della complessità. Ci sono molti temi su cui riflettere e che lui ha appena citato:

  • i cambiamenti climatici,
  • la demografia,
  • le guerre,
  • la distribuzione della ricchezza,
  • gli aiuti inutili.

Il sindaco e lo Sprar

Il sindaco Giuliano Stivan, che avrebbe dovuto parlare della Rete Sprar, in realtà si è soffermato a lungo sulla situazione degli hotel di Sandrigo – motivo per cui ho messo in copertina l’articolo pubblicato lo scorso anno dal Giornale di Vicenza.

Come ho già avuto modo di scrivere, e come si può vedere dall’articolo, al sindaco e alla sua giunta interessa solamente liberare i due hotel dai 200 richiedenti protezione internazionale attualmente presenti; solo per questo motivo si sta parlando di Sprar, senza però che sia stato fatto alcun passo concreto per attivare il servizio (per poter iniziare a gennaio 2018, la domanda avrebbe dovuto essere fatta entro settembre).

L’intenzione dell’amministrazione è quella di attivare una raccolta firme da consegnare al prefetto e che coinvolga tutta la popolazione, in modo che gli hotel siano svuotati e si possano avere al massimo 25 profughi contro gli attuali 200 (cosa che si sarebbe potuto avere da subito, se si fosse firmata l’apposita convenzione). Alla mia domanda sul perché nel 2014 ha dichiarato di non voler firmare la convenzione, il sindaco ha risposto che queste parole gliele ho messe in bocca io.

Da ultimo segnalo l’articolo del Giornale di Vicenza, tutto centrato sul discorso del sindaco, che fa dichiarare a Don Giovanni Sandonà una frase che non ricordo di avergli sentito pronunciare: “l’accoglienza è spesso stata gestita in termini di profitto, portando con sé, a livello europeo, anche terrorismo e delinquenza”.

Altri articoli sull’argomento:

Dal Gambia a Sandrigo, 18 giugno 2014

Trenta profughi e psicosi a Sandrigo, 22 luglio 2014

Boicottiamo i razzisti, 6 agosto 2015

Sandrigo, profughi e bacalà, 28 settembre 2015

Blitz anti-profughi a Sandrigo, 1 ottobre 2015

Volantino contro i profughi del PD di Sandrigo, 11 ottobre 2015

Hotel Canova e profughi a Sandrigo, 12 giugno 2016

Differenze Sandrigo Madrid, 28 giugno 2016

Sandrigo lordata da Forza Nuova, 28 giugno 2016

Hotel Canova e manifestazione leghista, 10 luglio 2016

Profughi, di chi le responsabilità, 15 luglio 2016

Su profughi e richiedenti asilo non si può più tacere, 25 agosto 2016

Richiedenti protezione e accoglienza a Sandrigo, 1 ottobre 2017

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