gli sbarchi continuano, Sui profughi ho perso le parole, Lampedusa

E gli sbarchi continuano.

Cambiano le rotte e le imbarcazioni, ma le persone che fuggono da fame, guerra, e disperazione, continuano pervicacemente a partire perché:

Siamo gli innumerevoli, raddoppio a ogni casa di scacchiera
Lastrichiamo di scheletri il vostro mare per camminarci sopra.
Non potete contarci, se contati aumentiamo
figli dell’orizzonte che ci rovescia a sacco.
Siamo venuti scalzi, invece delle suole,
senza sentire spine, pietre, code di scorpioni.
Nessuna polizia può farci prepotenza
più di quanto già siamo stati offesi.

[…] Da qualunque distanza arriveremo, a milioni di passi
Quelli che vanno a piedi non possono essere fermati.

Dai nostri fianchi nasce il vostro nuovo mondo,
è nostra la rottura delle acque, la montata del latte.
Voi siete il collo del pianeta, la testa pettinata,
il naso delicato, siete cima di sabbia dell’umanità.
Noi siamo i piedi in marcia per raggiungervi,
vi reggeremo il corpo, fresco di forze nostre.
Spaleremo la neve, allisceremo i prati, batteremo i tappeti
Noi siamo i piedi e conosciamo il suolo passo a passo.
Stringetevi nei panni, noi siamo il rosso e il nero della terra,
oltremare di sandali sfondati, lo scirocco.

Erri De Luca “Solo andata”

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