Invasione profughi, Tragedie del mare

È interessante notare come l’Italia sia al 14° posto quanto a presenza di rifugiati politici e richiedenti asilo sui 44 paesi più industrializzati.

Secondo i dati dell’alto commissariato delle nazioni Unite (UNHCR) nel 2008 l’Italia, su 30.324 domande presentate, ne ha accolte soltanto 10019. Nel 2010, a causa degli accordi con i paesi del Maghreb (Libia, Tunisia, Algeria), che prevedevano i pattugliamenti congiunti delle coste e i respingimenti/deportazioni, le domande sono crollate a 8.200. Attualmente i rifugiati in Italia sono 47000. La situazione negli altri paesi europei è molto diversa: in Germania ce ne sono 580.000, nel Regno Unito 290.000, nei Paesi Bassi 80.000, in Francia 160.000. In Danimarca, Paesi Bassi e Svezia ci sono tra i 4,2 e gli 8,5 rifugiati og
ni 1.000 abitanti, in Germania oltre 7, nel Regno Unito quasi 5, mentre in Italia appena 0,7, ovvero 1 ogni 1.500 abitanti. Sempre nel 2010 Francia e Germania hanno accolto rispettivamente 51.000 e 48.490 domande di asilo. Non solo, anche la proporzione tra migranti e residenti è molto inferiore in Italia rispetto agli altri paesi UE e non solo. In Svizzera, per esempio, nel 2008 gli stranieri rappresentavano il 21,7% della popolazione (facendo le debite proporzioni è come se in Italia, anziché 4.500.000 migranti ce ne fossero 14.000.000). Senza contare che in paesi come Francia e Gran Bretagna c’è la cittadinanza di suolo, se dovessimo applicare la stessa legge agli stranieri in Italia, ne avremmo soltanto 2 milioni perché tutti gli altri sarebbero cittadini italiani.

E non riusciamo ad accogliere qualche migliaio di persone arrivate a Lampedusa?
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