iscrizione anagrafica, nuova legge, Commissione territoriale vicenza, profughi

Importante aggiornamento in seguito all’entrata in vigore del dl 113/2018.

Questo articolo parla dell’iscrizione anagrafica dei richiedenti protezione internazionale. L’avevo scritto nel 2016. Ora, nonostante sia ancora valido, ritengo importante per tutti gli operatori del settore e per le persone che cercano informazioni, di riportare il link al sito dell’Asgi che ne parla diffusamente, descrivendo quello che amministratori e pubblici ufficiali possono fare per garantire i diritti dei richiedenti asilo.

Qui sotto invece, trovate l’articolo scritto nel 2016.

Da qualche giorno volevo scrivere due righe sulla possibilità dell’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, perché non sono sicura che gli ospiti che abbiamo a Sandrigo ce l’abbiano.

Lo faccio oggi, visto che, nel frattempo, il ministro Alfano ha risposto a un question time alla Camera a seguito di articoli di certa stampa nazionale.

Prima di tutto è importante sottolineare che la legge sull’immigrazione ha sempre previsto questa possibilità, l’art. 6 comma 7 del testo unico sull’immigrazione ed il decreto legislativo che disciplina l’asilo politico, hanno previsto questa possibilità. Non solo, l’iscrizione è un diritto-dovere che discende direttamente dalla Costituzione (Art. 117).

Il ministero, nel 2014, ha anche emanato apposite linee guida sulla residenza dei richiedenti asilo; recentemente, rispondendo al quesito di una questura, il ministero ha emanato una ulteriore nota esplicativa; per finire il ministro Alfano al question time di ieri ha dichiarato che nessuno ha mai dato la residenza a persone irregolarmente presenti e che nessuno, mai, ha favorito o intende favorire i migranti a discapito degli italiani.

Per ulteriore completezza copio sotto quanto scritto nel sito del ministero:

In Italia, l’iscrizione nelle liste anagrafi che della popolazione residente di un comune afferisce al diritto costituzionale di circolare e soggiornare liberamente sul territorio nazionale (art. 16 Cost.), e nel contempo è requisito essenziale per poter effettivamente esercitare altri diritti fondamentali. È in ragione di ciò che l’iscrizione anagrafica rappresenta un presupposto per qualsiasi processo d’integrazione degli stranieri, compresi i beneficiari di protezione internazionale e i richiedenti asilo.

Tutto questo significa che i richiedenti asilo, se sono residenti da più di tre mesi in un centro di accoglienza, hanno diritto all’iscrizione anagrafica e al rilascio della carta d’identità, con tutti i vantaggi che questo comporta in termini di ottenimento di servizi, ma anche di integrazione e conoscenza reciproca nella comunità.

Oltre al sito dell’Asgi,

consiglio a chi volesse restare informato sull’argomento immigrazione, di leggere il blog dell’associazione

A-Dif, Diritti e Frontiere

dove scrivono, fra gli altri il professor Fulvio Vassallo Paleologo e l’avvocata Alessandra Ballerini.

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