Italia sempre più armata, Armamenti

Nonostante la crisi, l’Italia è sempre più armata: non smette di comprare armi, anzi.

1) Nel maxiemendamento alla legge di stabilità è stato inserito un comma che non ha niente a che fare con il risanamento dell’economia. Il comma in questione, infatti, mira ad abrogare il catalogo nazionale delle armi comuni da sparo; inoltre si vorrebbe modificare la definizione di “arma da fuoco“, trasformando le armi leggere in armi consentite e considerando proibite solo le armi in dotazione agli eserciti. 
2) I cacciabombardieri Lockheed Martin F-35 (Joint Strike Fighter). L’intenzione italiana è di comprarne 131. Il costo? Soltanto 16 miliardi di euro. Questi prototipi sono stati scartati da altri paesi perché considerati troppo costosi e insicuri. Vedremo se supereranno i test di volo e se saranno risolti tutti i problemi tecnici da cui sono afflitti.
3) Ad Amendola, in provincia di Foggia, opera il 28° Gruppo Velivoli Teleguidati“Le Streghe”, dotato di sei Predator, i caccia senza pilota sono utilizzati in ricognizioni, missioni di sorveglianza e contrasto all’immigrazione irregolare. Cinque di questi sistemi aerei ci sono costati, nel 2004, la somma di 47,8 milioni di dollari. Dopo due anni abbiamo speso altri 16 milioni di dollari per altri due Predator (dei cinque acquistati nel 2004, uno era, nel frattempo, precipitato)
4) Ora l’Italia ha deciso di dotarsi di altri due aerei senza pilota: gli UAV Predator, versione B “MQ-9 Reaper” per il bombardamento teleguidato contro obiettivi terrestri. Il costo è di 15 milioni di dollari. Il reaper ha prestazioni maggiori rispetto al Predator A e può essere dotato di armamenti e missili a guida GPS.
Chi ha fornito queste interessanti informazioni, non è stato il governo italiano, ma quello statunitense.
Il fatto curioso è che, quando si parla di sacrifici e riduzione della spesa, nessuno mai propone di ridurre le spese per gli armamenti.
Chissà perché…
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