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La telenovela sandricense Cromador ha un nuovo filone

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Nuovo filone nella telenovela sandricense Cromador. Una vicenda che si trascina dal 2012 senza che nessuno, a partire dal responsabile istituzionale della salute pubblica, il sindaco Giuliano Stivan, abbia mosso il dito per mettere l’azienda di fronte alle proprie responsabilità prima che fosse troppo tardi. Ma vediamo insieme cosa è successo.

La telenovela sandricense Cromador si “arricchisce” di novità, giusto sotto Natale in un anno non esattamente facile. Cosa è successo?

L’ultima novità è l’ordinanza emessa dal responsabile all’ecologia del comune dr. Giuseppe Reniero, che trovate qui: Ordinanza-Cromador-101-2020.

Di cosa parla l’ordinanza? Preciso innanzitutto che la stessa non è di semplice lettura in quanto si usa un linguaggio estremamente tecnico riguardo alle decisioni prese sul fallimento della ditta e alla situazione di deterioramento degli spazi. Mancano documenti fondamentali per capire meglio e più a fondo. Mancano, per esempio, le relazioni dell’Arpav che, “al fine di verificare lo stato di contaminazione delle acque sotterranee, ha dato seguito a due campagne di monitoraggio delle stesse realizzate rispettivamente in data 12/02/2020 e 10/11/2020“. Mi sto attivando per ottenerle e, appena in possesso, ve ne darò conto.

Mancano anche “le risultanze del sopralluogo congiunto tra enti (Comune, Arpav, e VV.FF.), effettuato in data 20/11/2019, su richiesta della Prefettura di Vicenza nelle quali viene evidenziato lo stato di ammaloramento e degrado generale delle strutture, nonché la presenza di rifiuti di varia natura a potenziale rischio ambientale in caso di perdite e fuoriuscite”. Ma dal testo qui riportato sembra chiaro che la situazione è gravissima.

Leggendo la delibera si desume che il curatore fallimentare ha chiesto di non mettere a disposizione dei creditori i beni dell’azienda perché non conveniente. Cercando in rete, ho trovato un documento, redatto da Vittorio Giorgi, Professore ordinario di Diritto commerciale all’Università di Udine dal titolo emblematico: “Rinuncia all’acquisizione e siti contaminati: derelizione dei beni o ‘abbandono’… dei creditori?”. Lasciando perdere il contenuto troppo tecnico del documento,  ho cercato il significato della parola derelizione (che compare nell’ordinanza). Eccolo:

Derelizióne s. f. [dal lat. derelictioonis «abbandono», der. di derelinquĕre «abbandonare» (comp. di de– e relinquĕre «lasciare»), part. pass. derelictus]. – 1. a. ant. Abbandono totale: Cristo tra derelizioni, tu fra diporti (Segneri). b. letter. e filos. Stato e senso doloroso di abbandono morale, di solitudine esistenziale. 2. Nel diritto romano, abbandono della cosa, fatto con l’animo di rinunciare alla proprietà su di essa.

Ho poi cercato l’articolo relativo nella legge sul fallimento, ecco anche quello:

Legge Fallimento, art. 104-ter, 8° comma: «Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può non acquisire all’at­tivo o rinunciare a liquidare uno o più beni, se l’attività di liquidazione appaia manifestamente non conveniente. In questo caso, il curatore ne dà comunicazione ai creditori i quali, in deroga a quanto previsto nell’articolo 51, possono iniziare azioni esecutive o cautelari sui beni rimessi nella disponibilità del debitore».

Ricapitolando, quello che ho capito è che siccome la Cromador ha grossi problemi di inquinamento, ai creditori non conviene essere ripagati con un’azienda la cui bonifica avrebbe un costo enorme.

A questo punto ecco che arriva l’ordinanza di cui ho scritto più sopra. La stessa, ripercorre gli eventi legati a un inquinamento storico (dichiarato dalla stessa ditta Cromador), a partire dal 2012 (duemilaedodici!) e ordina al legale rappresentante della ditta Cromador Srl, in fallimento, di mettere in sicurezza i locali, ripristinare le forniture di energia elettrica e gas, di nominare un responsabile tecnico, di presentare un piano di smaltimento dei rifiuti, di integrare la documentazione mancante richiesta in data 10.07.2019. Il tutto entro 10 giorni.

Come se una ditta fallita ottemperasse a tutto questo! Ricordo che si tratta sempre di messa in sicurezza in emergenza, quel tipo di interventi, cioé che si fanno provvisoriamente, in attesa dell’intervento vero e proprio. Solo che qui non è stato fatto ancora nulla e dall’ordinanza non si riesce a capire se l’amministrazione comunale ha sospeso tutti gli interventi iniziati lo scorso anno (controlli bisettimanali della situazione!).

Ritorna la solita domanda: perché il sindaco Giuliano Stivan, responsabile della salute pubblica della cittadinanza, non ha attivato tutti i dispositivi legislativi a sua disposizione per far sì che la Cromador provvedesse ad una bonifica quando avrebbe potuto/dovuto farlo? Perché si è atteso, dando continue proroghe alla scadenza della consegna dei documenti, sapendo che la situazione era così grave? È giusto che ora, a causa dell’inazione e dell’ignavia degli amministratori, la cittadinanza debba pagare e subire un inquinamento di cui non è neppure a conoscenza?

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Qui sotto elenco gli articoli scritti in questo blog sulla situazione telenovela sandricense Cromador, buon ripasso e buona riflessione in attesa della prossima puntata.

13.01.2015 Cromador e inquinamento a Sandrigo

22.05.16 Sandrigo risponde su inquinamento Cromador

21.07.2019 Inquinamento da cromo, Cromador: bonifica o concordato?

07.08.2019 Cromador fallita: ordinanza del sindaco per messa in sicurezza

11.08.2019 Fallimento Cromador: come previsto, sarà il comune a pagare la bonifica

15.09.2019 Cromador: primi costi per la bonifica a carico del comune

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