Lago svizzero

La poesia da un lago svizzero, dedicata da Montale a Maria Luisa Spaziani, è scritta come un acrostico: le iniziali di ogni verso, lette dall’alto verso il basso, formano il nome Maria Luisa Spaziani.

Mia volpe, un giorno fui anch’io il “poeta

Assassinato”: là nel noccioleto
Raso, dove fa grotta, da un falò;
In quella tana un tondo di zecchino
Accendeva il tuo viso, poi calava
Lento per la sua via fino a toccare
Un nimbo, ove stemprarsi; ed io ansioso
Invocavo la fine su quel fondo
Segno della tua vita aperta, amara,
Atrocemente fragile e pur forte.
Sei tu che brilli al buio? Entro quel solco
Pulsante, in una pista arroventata,
Àlacre sulla traccia del tuo lieve
Zampetto di predace (un’orma quasi
Invisibile, a stella) io, straniero,
Ancora piombo; e a volo alzata un’anitra
Nera, dal fondolago, fino al nuovo
Incendio mi fa strada, per bruciarsi.

Da un lago svizzero – Eugenio Montale
(La Bufera–Madrigali privati)

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