Laura Boldrini incontra Rom e Sinti

Nella giornata internazionale a loro dedicata, la presidente della camera incontra una delegazione di Rom e Sinti. Ecco cosa scrive Laura Boldrini nella sua pagina facebook:

Siate orgogliosi della vostra identità e appartenenza. Sempre nel rispetto delle cultura degli altri, ma con la consapevolezza che avete un patrimonio da far conoscere e da tutelare.

Con queste parole ho salutato la delegazione di giovani che ho incontrato questa mattina a Montecitorio in occasione della Giornata Internazionale di Rom e Sinti istituita dall’Onu nel ’79.

Mi hanno raccontato otto storie diverse, di famiglie a volte presenti in Italia da secoli, oppure arrivate dopo la tragedia dell’ex Jugoslavia e il crollo del blocco sovietico. Ragazzi orgogliosi della cittadinanza italiana, o in attesa di vedersela riconoscere perché fuggiti dalla guerra privi di documenti. Il sogno è quello dell’inserimento, di un lavoro. Ma intanto la realtà è la vita nei campi-sosta, gli sgomberi forzati, la scuola a singhiozzo. In molti hanno raccontato i disagi estremi di sistemazioni fuori dai centri abitati, in container dove si vive stipati e circondati dal fango. Pamela, 15 anni, ha letto una lettera che mi ha chiesto di inoltrare al Presidente della Repubblica Napolitano. “Abito in un campo che è un campo di concentramento – scrive – neanche io vorrei avere un’amica che abitasse in un posto così. Spero che tu ci possa aiutare a cambiare vita, a non restare isolati”. Elvis fa il mediatore culturale: due volte alla settimana prende i bambini e li porta a fare attività in un centro culturale: “E’ bello anche perché così escono dai campi”. Dolores è laureata in lettere e aspirante sceneggiatrice. Toni spera di poter fare il cantante, ma intanto vorrebbe lavorare come cuoco.
Ad accompagnare i ragazzi all’incontro Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, che mi ha fatto dono della bandiera verde-celeste dei popoli Rom e Sinti, avanzando due richieste: il riconoscimento tra le minoranze culturali tutelate, visto che per consistenza si tratta della seconda minoranza d’Italia; il superamento del sistema dei mega-campi, a favore di soluzioni più vivibili da concordare con le famiglie.
Io ho sottolineato la grande importanza del lavoro culturale da fare per valorizzare la memoria. So quanto affascinante e antica sia la storia di Rom e Sinti, e quanto sia segnata da tragedie e tentativi di sterminio. Bisogna fare di più per farla conoscere, per renderla nota ai giovani; altrimenti prevale il pregiudizio e con esso la discriminazione.

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