Italia viola Carta Sociale europea, Consiglio d'Europa

L’Italia viola Carta Sociale europea

Pubblicata la Decisione del Consiglio d’Europa in tema di tutela dei diritti dei Rom e Sinti in Italia

  Entro il 31 ottobre 2010 l’Italia deve inviare il Rapporto in merito agli adempimenti previsti dalla Carta Sociale europea.

Nell’ambito del 1096° incontro del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, tenutosi nei giorni 20-22 ottobre 2010,  e’ stata resa pubblica la decisione sul merito adottata dal Comitato europeo dei diritti sociali il 25 giugno 2010 nel caso COHRE vs. Italia, è stato riscontrato per l’Italia la violazione dell’art. E (non discriminazione) in combinato disposto con gli articoli 16 (Diritto di famiglia alla tutela sociale, giuridica ed economica), 19 § § 1, 4 c. e 8 (diritto dei lavoratori migranti e delle loro famiglie alla protezione e assistenza), 30 (diritto ad essere protetto contro la povertà e l’esclusione sociale) e 31 (diritto alla casa) della rivista Carta.I delegati hanno, dunque, adottato una risoluzione con la quale l’Italia si impegna “assicurare l’effettiva implementazione dei diritti derivanti dalla Carta sociale europea cosi’ come rivista per ogni individuo, inclusi coloro che appartengono alle comunità dei Rome Sinti“.
Il rapporto al quale è fatto riferimento nella risoluzione del Comitato dei Ministri deve essere inviato al Comitato europeo dei diritti sociali entro il 31 ottobre 2010. Non appena ricevuto, sarà reso pubblico sul sito della Carta sociale europea
(http://coe.int/socialcharter). ONG, associazioni o altri possono inviare commenti o informazioni in qualità di “shadow report”. Le conclusioni del Comitato europeo dei diritti sociali sul rapporto atteso il 31 ottobre saranno adottate entro la fine del 2011 nell’ambito della procedura abituale di monitoraggio degli adempimenti degli Stati contraenti con la Carta sociale.
A seguito di un ricorso dell’ERRC, il Comitato conclude che la Francia ha violato la Carta Sociale europea. Analogo ricorso pendente contro l’Italia.
dal sito. www.asgi.it
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