Anna e Lorena

Da oltre trent’anni al servizio delle ugole d’oro, Lorena e Anna e dirigono il coro durante la messa delle 11.

Ci sono persone che, in modo umile e semplice, mettono a disposizione della comunità il loro talento senza fare chiasso. Ne sono un esempio Anna Mottin e Lorena Benetti che, da più di 30 anni, dirigono il coro delle ragazze durante la messa delle 11.

Anna ha iniziato a cinque anni quando andava all’asilo dalle suore: le prime prove, i primi canti e poi lo studio del pianoforte.

«In quel periodo c’era un organista non vedente ed io, che leggo la musica, lo affiancavo dandogli la giusta tonalità».

Poi, pian piano, ha cominciato a dirigere il coro. Trent’anni fa si è aggiunta Lorena.

«Quando avevo i bambini all’asilo, una sera durante una riunione, ho suonato due note ed una suora mi ha detto: “Ma tu sai suonare?” e da lì mi hanno beccata e ho cominciato. Poi l’organista è stato male e un po’ alla volta l’organo ho iniziato a suonarlo io».

Coro canto

Il primo coro di canto

Il sabato pomeriggio ci sono le prove con le 25 ragazze, tutte delle elementari e medie. Ce ne sono anche alcune delle superiori e dell’università, oltre a qualche mamma. Le prime coriste, nel frattempo sono diventate mamme a loro volta e vivono lontano, ma quando tornano chiamano per verificare l’orario della messa, perché vogliono andare a cantare. I canti sono scelti in base alla liturgia della parola. Ogni anno si cerca di proporne di nuovi, musica che sia adatta a un coro di bambine. Entrambe considerano quello che fanno un servizio alla comunità. Secondo Anna

«È buona cosa fare qualcosa per la comunità, ognuno in base alle proprie capacità, a volte con fatica; magari il sabato avresti da fare a casa, però si viene e il cuore poi è più leggero». Per Lorena serve a capire meglio e seguire la celebrazione

«Se vado in una chiesa dove non si canta, mi viene l’impulso di correre in cerca della pianola e mettermi a suonare. E le bambine danno tanto».

«Con gli anni i gruppi cambiano: le ragazze di adesso sono entusiaste, danno tanta gioia».

«Con certi canti, si fanno prendere e cantano con una partecipazione ed un entusiasmo incredibili, sembra ci siano 100 persone in chiesa». In occasione di celebrazioni particolari, come i matrimoni, i vari cori si uniscono per dar vita a esibizioni comuni

«Così accontentiamo anche gli sposi, cercando di fare il meglio possibile», dicono insieme.

Articolo pubblicato nel settimanale Schio & Thiene Week del 19.05.2018

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