Luoghi comuni con la sposa

luoghi comuni

La nostra sposa va a caccia dei luoghi comuni sull’immigrazione e li smonta uno ad uno.

LUOGHI COMUNI #5

“Sono troppi! Devono respingere tutti in mare o saremo invasi!”
Per ogni persona che arriva a Lampedusa, il governo ne chiede altri 12 per sopperire al fabbisogno di manodopera. Lo dicono i dati degli ultimi anni. A fronte delle poche centinaia di migliaia di persone giunte via mare dal 2000, i governi hanno chiesto l’ingresso di milioni di lavoratori stranieri per motivi di lavoro. La maggior parte sono cittadini europei di paesi in regime di libera circolazione (Romania, Polonia, Bulgaria, Albania). Gli altri sono cittadini sudamericani, arabi o asiatici arrivati in aereo con un visto turistico che poi è scaduto. Insomma l’incidenza di Lampedusa sul fenomeno immigrazione in Italia va dal 5 al 10%.
Tradotto: persino agli occhi di chi si sente invaso… dovrebbe essere chiaro che Lampedusa non è la causa dell’immigrazione. Lampedusa è soltanto la conseguenza delle restrizioni imposte dall’Europa sui visti per i cittadini di alcuni paesi.

LUOGHI COMUNI #6

“Qualche morto in mare è il prezzo da pagare per difendere le nostre frontiere.”
Dal 1988 sono morte lungo le frontiere europee almeno 20mila persone, secondo le notizie ufficiali raccolte dall’osservatorio Fortress Europe. La maggior parte sono annegati nel Mediterraneo. E il dato reale potrebbe essere molto più elevato perché di molti naufragi non si è avuta nessuna notizia. Eppure le persone continuano a partire. Segno che quei morti non hanno sortito nessun effetto deterrente. Al contrario l’unico effetto dei pattugliamenti militari negli anni è stato di allungare le rotte per aggirare i controlli, con il risultato di un aumento dei morti nel Mediterraneo, un mare che è ormai diventato una grande fossa comune. 

LUOGHI COMUNI #7

“Rovistano tra i rifiuti nelle nostre strade, i loro bambini crescono in luridi scantinati, pieni di stracci e ossa, o in soffitte affollate, dove molte famiglie vivono insieme, e poi vengono spediti nelle strade a fare soldi nel commercio di strada. Non c’è mai stata da quando New York è stata fondata una classe così bassa e ignorante tra gli immigrati che si sono riversati qui come gli italiani.” New York Times, 5 marzo 1882

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