Maestra Gabriella Cuman

La maestra Gabriella Cuman, storica volontaria ed ex presidente della San Vincenzo onlus, racconta la solidarietà silenziosa a sostegno di persone e famiglie in difficoltà.

La Società San Vincenzo de’ Paoli è attiva in paese ininterrottamente dal 1934. Ne parla la maestra Gabriella, che dopo più di trent’anni di insegnamento, è stata «collocata a riposo», come scherzosamente chiede di definire il suo status. Ministro straordinario dell’Eucarestia, da anni volontaria in parrocchia e in casa di riposo, dal 2001 è attiva anche nella San Vincenzo, di cui è stata presidente fino a 4 anni fa.

Quello che è cambiato rispetto alle idee del fondatore Federico Ozanam, è la modalità di approccio alle persone bisognose. Una volta si andava in casa, si cercava un contatto con le famiglie in difficoltà. Poi si distribuivano buoni spesa per gli acquisti di prima necessità.

Oggi la situazione è cambiata, è difficile entrare nelle case. Chi è in difficoltà non sempre ha il coraggio di dirlo.

Così, su indicazione dell’assistente sociale, le volontarie distribuiscono capi di abbigliamento e alimentari due volte la settimana.

Siamo 12 socie più 6 aiutanti e attualmente seguiamo 25 nuclei familiari fra cui ci sono diverse famiglie migranti, alcune di italiani fra i quali alcune famiglie di Sinti.

Con la parrocchia abbiamo anche costituito un fondo di solidarietà per aiutare i migranti che decidono di tornare definitivamente nel loro paese, in modo che abbiano qualcosa per poter vivere almeno i primi tempi.

Da quando nel 2009 la San Vincenzo ha acquisito la qualifica di Onlus, abbiamo iniziato a distribuire gli alimenti in scadenza che ci forniscono supermercati e negozi della zona. Si tratta soprattutto di latticini e affettati, ma riceviamo anche pasta, scatolame vario, detersivi e prodotti per l’igiene della persona.

Siccome però tutto questo non è sufficiente a coprire le esigenze delle persone, grazie all’aiuto di molti generosi benefattori, di aziende locali, e del premio “Impegno Sociale” ricevuto dalla Pro Sandrigo, compriamo noi quello che manca: alimentari, frutta e verdura, detersivi.

Distribuiamo anche capi di abbigliamento e biancheria per la casa; il vestiario che resta non va perduto perché, attraverso i volontari dell’Operazione Mato Grosso, lo facciamo arrivare al mercatino dell’usato di Schio. Fra poco ci trasferiremo nella nuova sede, vicino al Centro di ascolto Caritas con cui potremo collaborare e che ci darà direttamente i nomi delle persone da seguire. Si tratta di un posto più discreto rispetto alla sede attuale, dove la privacy delle persone sarà più tutelata.

Rielaborazione dell’articolo pubblicato nel settimanale Schio&ThieneWeek il 04.08.2018

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