PIL, Giovannini

Si sente continuamente parlare del PIL (Prodotto Interno Lordo), l’indicatore della ricchezza di una nazione. Per misurare il grado di ricchezza si utilizzano dati relativi ai consumi finali, alle esportazioni e agli investimenti. Il PIL però, essendo basato unicamente su dati economici, non è in grado di definire in modo completo il benessere di una società.

Da diversi anni associazioni di cittadini, come la rete dei Bilanci di Giustizia, ed enti diversi provano a calcolare il  grado di benessere utilizzando strumenti diversi, che affiancano quello monetario.

Ora l’esigenza di superamento del PIL come unico strumento di calcolo della ricchezza, è stata recepita anche da importanti istituzioni pubbliche quali l’Istat (Istituto nazionale di Statistica) e il Cnel (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). Sono stati individuati dodici indicatori che formano il BES (Benessere Equo e Sostenibile) e dovrebbero sostituire il PIL. Essi sono: ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, politica e istituzioni.

Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, ha affermato: “La misura del benessere non è un giochino, indica quale sarà il tipo di società che vogliamo costruire. È un tema di politica con la P maiuscola” ed ha proseguito definendo il BES: “Una nuova costituzione statistica”.

Giovannini, che il 4 novembre ha presentato il nuovo indicatore insieme con Antonio Marzano del Cnel, ha comunicato che entro ottobre 2012 si avranno i primi risultati della nuova modalità di calcolo. Un apposito sito web Misure del Benessere è stato aperto per permettere alle persone interessate di interagire. Per cominciare è stato proposto un sondaggio on line a cui hanno partecipato 45000 persone.

Questa nuova modalità di calcolo, che Giovannini spera venga presa in considerazione dalla politica, ricalca le sette priorità rilevate dalla “Commissione Stiglitz” per conto dell’OCSE (ambiente, salute, benessere economico, istruzione, lavoro, relazioni sociali, sicurezza). Entro la fine di novembre, inoltre, l’Eurostat comunicherà i risultati delle sperimentazioni che sono state fatte in diversi Paesi come Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Australia.

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