Alexey Mozgovoy

Nella mia estrema ignoranza, confesso che non avevo mai sentito parlare di Alexey Mozgovoy, il comandante del battaglione Prizrak (“Fantasma”) nonché leader della resistenza di Lugansk e Donetsk, in Ucraina. Oggi ho letto una sua poesia e così ho scoperto tutto in una volta che, appunto, era un soldato, era un poeta e che è stato ucciso in un attentato il 23 maggio.

Non voglio entrare nel merito della spinosissima situazione dell’Ucraina perché non ne ho gli strumenti. Avevo trovato un’intervista in italiano, estratta dal documentario di Maria Elena Scandaliato, Bruno Federico e Veronika Yukhnina sul battaglione Prizrak (“Fantasma”) di stanza nella Repubblica popolare di Lugansk, purtroppo il video non è più disponibile.

Vi presento allora la sua poesia Non è male morire a maggio, che non vi so dire quando sia stata scritta. Buona lettura e buona riflessione.

Non è male morire a maggio

Non è male morire a maggio
Il becchino scaverà comodamente
e gli usignoli canteranno
Splendidamente un’ultima volta

Nel frastuono dei primi temporali
Invece della messa funebre
Piogge anziché lacrime
Laveranno la tristezza dei ricordi

La collina darà rifugio alla tomba
Sotto una coperta d’erba verde
Anche se la croce non ci sarà
Tra le betulle stanche

Nel fruscio delle prime foglie
che si protendono alla vita
Ancora l’erba non sarà ingiallita
E appena tutto si sarà svegliato

Non è male morire a maggio
Restare al fresco della primavera
E se non ho avuto il tempo per tutto
Non sono rimasti dubbi.
Non è male morire a maggio.

Aleksey Mozgovoy

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