Orecchie di farfalla

Eccoci qui con un’altra delle storie censurate dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Si tratta di “Orecchie di farfalla” di Luisa Aguilar e André Neves, ed. Kalandraka. E anche stavolta vi chiedo cosa ci trovate di scandaloso in questa bellissima storia. Io la trovo preziosa per i nostri bambini.

«Mara ha le orecchie a sventola! ».

«Mamma, tu credi che io abbia le orecchie a sventola?».

«No, figlia mia. Hai le orecchie come farfalle».

«Ma come sono le orecchie come farfalle?».

«Sono orecchie che svolazzano sopra la testa e le cose brutte le colorano di festa».

Avere le orecchie a sventola, il capello ribelle, essere alti o bassi, magri o grassocci… Ogni particolarità, per quanto minima, può diventare fra bambini motivo di scherno. Il racconto dimostra che tali atteggiamenti sono rimproverabili. Questo libro aiuta soprattutto quei bambini che vengono additati dai propri compagni a convertire in positivo quello che gli altri considerano motivo di beffa. Poiché riconoscere e addirittura rivendicare la nostra diversità, accettandoci come siamo, ci rende più sicuri e rafforza la nostra personalità. Luisa Aguilar è l’autrice di questo testo pieno di sensibilità e forza letteraria, che trasporta il lettore in un mondo di forme, colori, emozioni e sentimenti. La figura materna emerge come referente vitale della protagonista, la quale risponde ad ogni osservazione rivoltale dai bambini seguendo i consigli di sua madre: ciò che per gli altri è un difetto, per Mara è una qualità che agli altri manca.

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