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Un breve resoconto e alcune considerazioni personali sul consiglio comunale di Sandrigo del 23-10-2017 e sugli avvenimenti successivi.

Lunedì 23 ottobre ho partecipato al consiglio comunale di Sandrigo e, per la prima volta, ho visto all’opera i nuovi rappresentanti eletti dai miei concittadini finché mi trovavo in Bulgaria.

Preciso soltanto che, per la seconda volta,

  • ha vinto il sindaco della lega Giuliano Stivan, con una lista che si definisce “civica” ma è composta da Lega, Pd e un pezzo di Popolo delle Libertà,
  • che l’affluenza è stata solo del 47,89% (contro il 61,01% delle precedenti elezioni) ed il sindaco è stato rieletto con l’81,25% dei voti, pari a 8 seggi,
  • che c’erano soltanto due liste,
  • che il Movimento 5 stelle ha preso il 18,7% dei voti pari a 4 seggi.

L’ordine del giorno del Consiglio comunale

  1. Il primo tema riguardava una mozione del movimento 5 stelle sulla possibilità, per i genitori di bambini “in età da pannolino”, di conferire in discarica a costo zero i pannolini stessi (come già avviene per anziani e disabili). Alla richiesta del sindaco di documentazione relativa ai costi e a chi li dovrebbe sostenere, i rappresentanti del Movimento 5 stelle hanno dichiarato di non avere i dati, in quanto ritenevano che l’argomento fosse già stato sufficientemente discusso nel corso del precedente mandato (durante il quale il loro movimento aveva un solo consigliere).
  2. Il secondo e terzo tema, molto tecnici, riguardavano alienazioni di patrimonio e variazioni di bilancio.
  3. Il quarto tema riguardava la riqualificazione e l’ampliamento di un sito di rifiuti inerti che si trova in zona agricola e appartenente alla Ditta D.C.B. Sole Asfalti. È risultato che la ditta ha aderito al concordato edilizio nel 2006 ed ora la legge le permette di effettuare tutti gli ampliamenti che le servono per continuare ad operare, in barba al fatto che, a suo tempo, avesse costruito abusivamente in zona agricola. Nel corso del dibattito è emerso che il Movimento 5 stelle non partecipa alle commissioni consiliari perché attende un chiarimento dalla prefettura e non è quindi informato delle discussioni che avvengono.
  4. Il quinto tema riguardava l’unificazione del servizio di segreteria comunale con Preganziol (TV), il sesto, invece, la riorganizzazione delle agenzie educative.

La discussione sull’ordinanza di divieto

A questo punto il consiglio comunale era finito, ma il sindaco ha accettato di discutere della mozione appena presentata dal movimento 5 stelle relativa all’ordinanza che vieta agli over 14 l’utilizzo di un campetto da calcio.

Il sindaco ha chiesto ai 5 stelle di leggere il testo della mozione; purtroppo l’avevano lasciata a casa (!), convinti che non ci sarebbe stato il tempo di leggerla. Quindi il sindaco, in un impeto di generosità, ha detto loro, più o meno, non vi preoccupate, noi qui abbiamo la copia che avete protocollato e ve la diamo volentieri.

La mozione, però, non è stata letta. I consiglieri hanno spiegato le loro ragioni:

  • è chiaro che l’ordinanza è stata scritta per i richiedenti asilo ospitati negli hotel;
  • si deve prestare attenzione quando si fanno scelte punitive, perché si rischia di scatenare anche quello che non si sarebbe mai immaginato, nascono fraintendimenti e così via (citando l’esempio di un ragazzo italiano con la pelle scura, fotografato dal Giornale di Vicenza e descritto come profugo);
  • nel momento in cui sono qui, i ragazzi devono essere trattati da persone.

Il sindaco ha subito precisato che non si tratta di un campo da calcio, ma di un parchetto o, meglio, di un’area pubblica non attrezzata e quindi riguarda tutti, non solo i richiedenti asilo, perché c’è un problema di sicurezza (come mai, allora, il messo comunale si è recato immediatamente a consegnare copia dell’ordinanza alle due cooperative, se la stessa riguardava tutti indistintamente?). In quel luogo non ci sono spogliatoi, bagni e porte regolamentari, è solo un parchetto. I rappresentanti della maggioranza hanno fatto alcune considerazioni sul tema:

  • l’area può essere usata occasionalmente da ragazzini, ma non in modo intensivo da gruppi numerosi e rumorosi come i richiedenti asilo;
  • le partitelle hanno creato fastidio alla popolazione con pallonate sulle auto (!) e accessi nei giardini per chiedere il pallone che vi era caduto;
  • secondo qualcuno dei residenti i richiedenti asilo usavano il campetto come un bagno (ma questo è tutto da dimostrare);
  • con le cooperative non si è riusciti ad avere il rispetto dell’orario stabilito sull’utilizzo del campetto da parte dei profughi (quasi duecento persone due volte la settimana per ben un’ora e mezza!);
  • a Sandrigo ci sono luoghi adeguati per giocare a calcio e le cooperative devono pagare;
  • si è trattato comunque di una scelta sofferta e la sedia vuota del vicesindaco (dimissionario) lo testimonia;
  • è necessario guardare in faccia il vero problema: il nocciolo della questione è il carico dei 200 richiedenti asilo nel silenzio delle amministrazioni superiori, in primis del prefetto di Vicenza.
  • se anche si aderisse allo Sprar, gli organi territoriali non offrono garanzie che i richiedenti asilo vengano mandati via dagli hotel (E ci credo! La prefettura non può cancellare un contratto legalmente sottoscritto solo perché lo chiede il sindaco di Sandrigo!).

E con questa considerazione, come potrete notare, la maggioranza ha finito il suo giro a 360° che era partito con un: non c’entrano i profughi, per arrivare a: i profughi sono il nocciolo della questione.

In tutto questo i consiglieri del movimento 5 stelle non hanno saputo cogliere l’occasione per far notare al sindaco le sue contraddizioni, ma si sono fatti persuadere da quelli che, proprio per questo, ho chiamato Pifferai di Hamelin. È partito un lento, sottile e suadente lavoro di convincimento della minoranza sul fatto che non è bello farsi vedere divisi, che se non siamo uniti non riusciremo ad ottenere niente e che sì, forse l’ordinanza non è scritta benissimo, ma ci mettiamo 5 minuti a cancellarla. Ed inoltre è stata scritta solo per attirare l’attenzione su questo problema che non si riesce a risolvere. E poi, ma ci pensate a quei poveri ragazzi? A pacchi di 100 ammassati in brandine uno sull’altro (qui ho fatto un intervento, anche se in consiglio comunale il pubblico non può parlare, ed ho chiesto all’assessore se li aveva visti con i suoi occhi). Ancora: bisogna abbattere i pregiudizi verso gli amministratori (sic!), nessuno ha in tasca la soluzione del problema, si devono individuare potenziali risposte alla situazione (sempre guardando me), se non ci venite incontro, non si va da nessuna parte, per arrivare all’apoteosi:

dobbiamo elevare un urlo unanime!

Capirete anche voi che, davanti a cotanta richiesta di aiuto, i consiglieri 5 stelle non potevano restare indifferenti. Infatti hanno capitolato ammettendo che, sì, sono d’accordo: il problema esiste, l’Europa ci ha lasciati soli, se anche aderissimo allo Sprar, rischieremmo di trovarci con i 200 attuali più i 30 dello Sprar.

E quando poi il sindaco ha detto che l’amministrazione intende lanciare una raccolta firme a tutta la cittadinanza, in modo che il prefetto senta che siamo tutti uniti e d’accordo, loro hanno detto che sì, adesso capivano il senso di quell’ordinanza. E, dato che si era riusciti nell’intento e che anche loro hanno a cuore la sorte di quei poveri ragazzi, accettavano di organizzare la raccolta firme insieme con la maggioranza.

Qui il link al canale YouTube con video del Consiglio Comunale.

Le mie considerazioni sul consiglio comunale

All’uscita ho avuto un battibecco con un paio di assessori: non è possibile stare tre ore a sentire tante assurdità senza intervenire. Ho detto loro di aver avuto una conferma ulteriore del perché non si riesce a trovare una soluzione al problema migratorio in Italia: perché abbiamo una classe politica che di immigrazione non sa nulla.

Il Movimento 5 stelle ha dimostrato pressapochismo, impreparazione, improvvisazione; non solo, con questo cambio di decisione, ha vanificato quello che si era fatto con il flash mob, in cui molti cittadini si erano dichiarati contrari alla decisione sindacale.

La maggioranza, invece, ha dato prova di essere composta da vecchie volpi che sanno come muoversi.

Ma non è finita…

Evidentemente la decisione è quella di tenere alta l’attenzione sul tema e quindi ieri il Giornale di Vicenza ha pubblicato un articolo in cui il vicesindaco dimissionario (chissà se si dimetterà davvero?) ha denunciato l’invio di denaro all’estero da parte dei profughi, paventando chissà quali loschi affari nascosti. Il fatto è che molti ragazzi fanno dei lavoretti, qualcuno ha trovato un vero lavoro o partecipa a qualche tirocinio e quindi qualche soldo riesce a metterlo da parte.

Oggi un nuovo articolo con l’annuncio a tutta pagina che è stata avviata la raccolta firme per mandar via i profughi dagli hotel.

Ieri sera ero alla scuola di italiano, dove da poco faccio la volontaria. Uno dei ragazzi (hanno quasi tutti 18-20 anni), parlando della nostalgia, ci ha detto

Io ho nostalgia della mamma. Voi per me siete come la mamma. Grazie, voi siete gentili, grazie.

Ecco, questi sono i pericolosissimi richiedenti asilo di cui il sindaco ed i miei paesani hanno tanta paura: ragazzi che sono dovuti fuggire lontano da casa e sentono la mancanza della mamma e della famiglia.

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