Io poeta, tu poesia, Viorel Boldis

Ti ricordi quella timida nebbia che avvolgeva
le chiome delle querce in lontananza?

Quando sei passata accanto a quel cespuglio di rose,
e come se niente ci fosse hai rubato in un istante
tutto il loro profumo, e non hai fatto caso
alla piccola goccia di sangue che ti era sbocciata
sulla punta del mignolo, ecco, in quel momento lì,
mi sono inebriato della tua dolcezza.

Ti ricordi quella timida nebbia che avvolgeva
le chiome delle querce in lontananza?

Quando, poi, sei arrivata sul labbro del bosco,
che io custodisco nei miei ricordi più di qualsiasi cosa,
un po’ infreddolita, ti sei stretta le spalle e mani in tasca
camminavi giocosa tra le querce, e come se niente ci fosse,
ti sei messa a fischiettare a squarcia gola, ecco,
in quel momento lì, mi sono inebriato della tua dolcezza.

Ti ricordi il disco della luna che s’intravedeva
tra le chiome delle querce sopra di te?

Quando all’improvviso quel fulmine ha spaccato l’orizzonte,
e la luna tremante è scivolata sui rami e ti si è fermata sul petto,
come se niente ci fosse, l’hai abbracciata e l’hai stretta a te,
è il tuo viso si è illuminato, e le querce pure ridondavano di luce,
e tu ridevi, ridevi di gusto e di non so cosa, ecco,
in quel momento lì, mi sono inebriato della tua dolcezza.

Ti ricordi il fruscio del vento tra le chiome delle querce,
che ogni tanto s’avvicinava sfiorandoti la pelle?

Ecco, io ero il vento, e la luna, e la timida nebbia,
e il cespuglio di rose… io sono tutte quelle piccole cose
che ti fanno star bene e non ti chiedono niente,
e non ti fanno il conto, e non ti fanno domande…
io sono soltanto perché tu sia…. io, poeta… tu, poesia.

Viorel Boldis

 

Io – poeta, tu – poesia Quando sei passata accanto a quel cespuglio di rose,e come se niente ci fosse hai rubato in un istantetutto il loro profumo, e non hai fatto casoalla piccola goccia di sangue che ti era sbocciata sulla punta del mignolo, ecco, in quel momento lì,mi sono inebriato della tua dolcezza. Ti ricordi quella timida nebbia che avvolgevale chiome delle querce in lontananza? Quando, poi, sei arrivata sul labbro del bosco,che io custodisco nei miei ricordi più di qualsiasi cosa,un po' infreddolita, ti sei stretta le spalle e mani in tascacamminavi giocosa tra le querce, e come se niente ci fosse,ti sei messa a fischiettare a squarcia gola, ecco, in quel momento lì, mi sono inebriato della tua dolcezza. Ti ricordi il disco della luna che s'intravedevatra le chiome delle querce sopra di te?Quando all'improvviso quel fulmine ha spaccato l'orizzonte,e la luna tremante è scivolata sui rami e ti si è fermata sul petto,come se niente ci fosse, l'hai abbracciata e l'hai stretta a te,è il tuo viso si è illuminato, e le querce pure ridondavano di luce,e tu ridevi, ridevi di gusto e di non so cosa, ecco, in quel momento lì, mi sono inebriato della tua dolcezza. Ti ricordi il fruscio del vento tra le chiome delle querce,che ogni tanto s'avvicinava sfiorandoti la pelle?Ecco, io ero il vento, e la luna, e la timida nebbia,e il cespuglio di rose… io sono tutte quelle piccole coseche ti fanno star bene e non ti chiedono niente,e non ti fanno il conto, e non ti fanno domande…io sono soltanto perché tu sia…. io, poeta… tu, poesia. Viorel Boldis

Geplaatst door Viorel Boldis op woensdag 28 december 2016

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