Marco Minniti

Hanno fatto in modo che le le Ong se ne andassero dal Mediterraneo (anche Moas ha lasciato), accusandole di essere conniventi con i trafficanti di esseri umani, salvo poi farli loro, gli accordi con quei trafficanti. Qui sotto le parole di Gino Strada su Minniti e la sua politica migratoria.

Siamo alla fine di una delle peggiori estati che possiamo ricordare: il ministro dell’Interno Marco Minniti – Lord of the Spies, secondo il New York Times; sbirro, secondo Gino Strada – timoroso per la tenuta democratica del paese, ha predisposto una serie di interventi inaccettabili e crudeli nei confronti dei richiedenti asilo. Grazie anche ad una campagna di stampa tutta a suo favore, il ministro ha mano a mano alzato il tiro.

Abbiamo quindi visto pian piano partire una campagna contro le Ong, seguita dagli accordi con la guardia costiera libica e al-Serraj (privi di valore reale, perché sappiamo che al-Serraj non ha molto potere in Libia), ed ora dalla visita ad Haftar (che non era esattamente contento degli accordi con al Serraj, visto che sono rivali). Ora il governo tutto gongola perché gli sbarchi sono diminuiti dell’87%; ma non può che essere così, visto che dopo il salvataggio, le persone vengono riportate in Libia e non in Italia. È come una partita a Monopoli in cui si continua ad andare in prigione senza passare dal via. Solo che questa partita si gioca con la vita di persone in carne, ossa e sangue e quello che succede in Libia, anche se già lo si sapeva abbondantemente, ce lo ha mostrato una volta di più il servizio di Amedeo Ricucci andato in onda sullo Speciale TG1 lo scorso 3 settembre.

Piazza Indipendenza, Roma - sgombero

A tutto questo aggiungerei il vergognoso sgombero di Roma (uno sgombero infinito, che non finisce mai, dove non ci sono problemi a caricare, picchiare e lasciare per strada donne, bambini, anziani); e poi il terrificante clima di odio e razzismo che vede gli italiani sempre più incattiviti prendersela sempre e solo con gli immigrati, che sono diventati il capro espiatorio universale.

E io mi vergogno sempre di più di essere italiana, perché questa Italia e questi italiani non mi rappresentano, questo ministro non ha nulla a che fare con me, anzi, se volete sapere la verità, a me fa davvero paura e non vorrei davvero avere la sventura di incontrarlo.

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