VicenzaOro, cascate Victoria, Zimbabwe

In copertina vedete le cascate Victoria, nello Zimbabwe. Qui sotto, invece, il Ministro, anzi, per essere precisi, Sua Eccellenza il Ministro delle Miniere e dello Sviluppo Minerario dello Zimbabwe, Walter K. Chidakwa ospite di VicenzaOro, l’esposizione vicentina su oro e gioielli che attira addetti al settore da tutto il mondo, di cui ho già parlato in altre occasioni.

Quello su cui intendo riflettere, è il legame fra VicenzaOro, il ministro Walter K. Chidakwa, noi e i profughi (ricordate l’effetto farfalla?).

walter chidhakwa

Cominciamo col dire che VicenzaOro ha aperto il 5 settembre e chiuso il 9. Sua Eccellenza era presente all’inaugurazione e, nell’album che vi propongo, potrete vederlo in compagnia del sindaco di Vicenza Achille Variati, dell’assessore veneto all’Artigianato, Commercio, Industria, Energia, Roberto Marcato, di Corrado Facco, Direttore Generale Fiera di Vicenza e di Matteo Marzotto, presidente della fiera stessa.

Il comunicato stampa emanato dalla fiera di Vicenza, pone l’accento sull’importanza delle miniere per lo sviluppo dello Zimbabwe. Eccone una parte:

VICENZAORO September 2015Il settore minerario è tradizionalmente molto importante per l’economia dello Zimbabwe in termini di occupazione, export e per attrarre investimenti dall’estero. Esso rappresenta circa il 16% del Pil, un surplus del 50% di tutti i flussi in entrata di valuta estera e fornisce occupazione a circa 55.000 persone. Negli ultimi due anni l’export è valso circa 2 miliardi di dollari. Obiettivo del Governo dello Zimbabwe nel settore minerario è garantire l’esplorazione sostenibile, lo sviluppo delle miniere, la lavorazione, l’utilizzo e la commercializzazione delle risorse minerarie a beneficio dei cittadini e degli investitori.

Allora, siccome temo sempre di non ricordare tutto e bene e comunque lo Zimbabwe non è proprio il Paese africano che conosco meglio, ho fatto un po’ di ricerche. Ecco, in ordine sparso, alcuni dei risultati prima tramite parole chiave:

  • Carestia;
  • Leone Cecil;
  • Inflazione;
  • Robert Gabriel Mugabe;

Cominciamo con la carestia. Il 4 agosto 2015, l’agenzia stampa missionaria Misna ha scritto:

Un milione e mezzo di cittadini dello Zimbabwe sono a rischio carestia. Lo indicano i dati del Famine Early Warning Systems Network (Fewsnet) statunitense. La cifra corrisponde, come ricorda la testata New Zimbabwe al 16% della popolazione totale del paese.
Particolarmente a rischio sono le regioni meridionali, dove saranno sentite più duramente le conseguenze dei mancati raccolti, dovuti alle scarse piogge dell’ultima stagione. La situazione potrebbe essere aggravata anche dalla limitata capacità d’intervento delle istituzioni, da tempo a corto di liquidità.
Per far fronte alla crisi, secondo stime circolate nelle scorse settimane, sarebbero necessarie 700.000 tonnellate solo di mais: ai prezzi correnti, la spesa per le casse statali supererebbe i 220 milioni di dollari.

VicenzaOro, leone Cecil, ZimbabweProseguiamo con il leone Cecil. Ve lo ricordate? Quello che è stato ucciso da un dentista statunitense e sono nate petizioni e proteste a valanga per la sua uccisione. Ma ci sarà stato qualcuno che si è chiesto come vivono gli abitanti di questo Stato?

E ancora (qui viene il bello), l’inflazione: a novembre 2008 c’era un’inflazione a 79 miliardi di punti percentuali: significa che se il primo novembre una cosa costava un dollaro dello Zimbabwe, un mese dopo ne costava 79 miliardi. Provate a immaginare di trovarvi in questa situazione: oggi la baguette costa 70 centesimi, fra un mese 79 miliardi…

A giugno la moneta del Paese è stata ritirata e così i cittadini hanno potuto cambiare conti bancari fino a 175 quadrilioni (175.000.000.000.000,.00) di dollari zimbabwani per cinque dollari americani. Un dollaro statunitense vale 35 quadrilioni di dollari zimbabwani.

VicenzaOro, Mugabe, ZimbabwePer finire in bellezza, il nome del Presidente: Robert Gabriel Mugabe. Vi dice niente? Questo signore è stato primo ministro dall’80 all’87, poi, avendo soppresso la carica, è diventato Presidente della Repubblica e lo è tuttora. L’accusa che gli è mossa è di aver instaurato un regime dittatoriale, cosa che è costata allo Zimbabwe l’espulsione dal Commonwealth e a lui la designazione di “persona non grata”, status che gli nega l’ingresso nell’Unione Europea e negli Usa (tranne che per partecipare ad eventi organizzati dall’ONU, come la riunione FAO del 2008 a Roma).

Ora guardiamo un altro paio di dati: lo Zimbabwe è ricchissimo soprattutto di argento, diamanti, oro, platino, smeraldi; come ci racconta la vicenda del leone Cecil anche il turismo è un settore importante nell’economia del Paese.

Da ciò si potrebbe immaginare che gli abitanti del Paese (quello staterello colorato in arancione che vedete sulla mappa più sotto) siano ricchissimi, e invece no!

Speranza di vita (dati del 2012) è di 57 anni per i maschi e di 50 per le femmine;

Mortalità infantile sotto i 5 anni di età: 89,8, che corrisponde al numero dei decessi avvenuti  ogni 1000 nati vivi.

Medici: 0,06 ogni 1.000 abitanti; Posti letto ogni 1000 abitanti: 1,7;zimbabwe, VicenzaOro

Popolazione che vive sotto la soglia di povertà (dati 2011): 72,3%;

Indice di sviluppo umano: 0,397 (172° su 187 paesi);
Prodotto interno lordo: 9,8 miliardi di dollari (7,36 miliardi di dollari a parità di potere d’acquisto nel 2012);
Pil pro capite: 743 dollari (600 dollari a parità di potere d’acquisto).

Tanto per fare un piccolo confronto, l’Italia ha un Indice di sviluppo umano: pari a 0,872 (26° su 187 paesi); il Pil pro capite invece, è di 33.770 $ (dati 2014) e ci pone al 28° posto.

Per finire immagino che un cittadino dello Zimbabwe difficilmente possa decidere di emigrare in Europa, sia per la distanza, sia perché non avrebbe le risorse economiche per farlo. Ma chiediamoci perché VicenzaOro accetta senza batter ciglio Walter K. Chidakwa (e avrebbe sicuramente accettato anche Mugabe, se fosse stato “gradito”)? Perché quest’uomo non è un extracomunitario? Cos’ha di diverso da chi arriva in barca o a piedi attraverso il filo spinato dell’Ungheria?

Come dite? I soldi? Ah sì, è vero! Dimenticavo che Chidakwa ha i soldi e i suoi concittadini no…

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