Renzo Bossi clandestino in Albania

Dal sito linkiesta apprendiamo di manifestazioni e scontri da parte dei giovani studenti albanesi. Il motivo? Renzo Bossi, soprannominato dal padre il trota, in Albania era privo di permesso di soggiorno, cioè era clandestino.

renzo-bossi clandestino in AlbaniaI giovani albanesi perciò giustamente protestano viste le incredibili difficoltà che deve affrontare uno studente albanese per frequentare l’università in Italia. ricordiamo che il giovane virgulto ha conseguito una laurea a tempo di record (un anno) e studiando in lingua albanese nell’università Kristal di Tirana.

Dato che la Lega Nord è stata negli ultimi decenni direttamente responsabile dell’imbarbarimento del clima nei confronti dei migranti e dato che ha fatto della lotta ai clandestini la sua bandiera, credo sia corretto non farle sconti.

legarazzismo, Renzo Bossi clandestino in AlbaniaLa legge voluta dalla lega nei confronti dei migranti irregolari è il carcere, con processo per direttissima (fortunatamente attenuata dalla giurisprudenza), che cioè ha la priorità su omicidi, furti, rapine e altre amenità; inoltre, una multa di 5000 euro e l’espulsione (dopo 18 mesi di Centri di Identificazione ed Espulsione magari) immediata o dopo passaggio nel Cie.

Le foto che vedete in questo post sono state scattate nella bacheca della Lega di Sandrigo (VI), il paese in cui vivo, e possono dare un’idea, nel caso di dubbi.

Mi sembra che lo svolgersi degli eventi sia sufficiente per dire che la Lega non si deve più permettere di dire nulla sugli immigrati.

legaultimo, Renzo Bossi clandestino in Albania!

Sappiamo come sono andate le cose e, fra investimenti in Tanzania, utilizzo di schede Sim intestate a immigrati, acquisto di diamanti ed ora laurea fatta clandestinamente a Tirana, direi che la coerenza non è la loro migliore virtù. E per favore non si parli di casi isolati o di mele marce, né tanto meno di fare pulizia. Basta, dobbiamo chiudere le porte alla Lega e smetterla di farci prendere in giro.

In copertina la vignetta del grandissimo Mauro Biani che vuole parafrasare, non solo graficamente, uno dei manifesti più sopra. Buona riflessione.

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